Aggressione al premier, Tartaglia ai domiciliari in comunità

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E' la decisione del giudice per le indagini preliminari nei confronti dell'uomo che ha lanciato una miniatura del Duomo contro Berlusconi lo scorso 13 dicembre. Tartaglia si trovava nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Carlo in stato di detenzione

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Massimo Tartaglia, l'uomo arrestato per aver aggredito Silvio Berlusconi lo scorso 13 dicembre a Milano, andrà agli arresti domiciliari in una comunità. Lo ha disposto oggi il gip Cristina Di Censo su istanza dei difensori dell'uomo, gli avvocati Daniela Insalaco e Gianmarco Rubino, e con il parere positivo della Procura.
Tartaglia si trovava in stato di detenzione nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Carlo.

Il 35enne, da quanto si è saputo, verrà trasferito in una comunità terapeutica individuata da tempo dai suoi legali quando i sanitari del Reparto di Psichiatria dell'Ospedale San Carlo daranno il nulla osta.

"Non sapevo nulla. Ora chiamo per avere notizie. Ma certo, mi sembra una bella cosa". Questo il primo commento della madre di Massimo Tartaglia, raggiunta telefonicamente da CNRmedia.

Soddisfazione da parte dei legali del 35enne.
"In tal modo - sottolineano in una nota i difensori - il nostro assistito potrà essere curato".
La necessità di assicurare cure adeguate a Tartaglia, "fin da subito evidenziate - si legge nel comunicato diffuso dai suoi avvocati - è stato confermato dal professor Maurizio Dalla Pria che, nella consulenza di parte depositata in atti, ha concluso accertando l'infermità mentale dell'indagato".


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