Digiuno online per i diritti gay

Una recente immagine di Città del Messico, il cui distretto federale ha introdotto il matrimonio omoessuale
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In mostra sul web per far sentire la propria voce. È l’iniziativa di una coppia gay di Savona che sta facendo uno sciopero della fame e ha piazzato una webcam a casa propria. Finché il Parlamento italiano non riprenderà la discussione sui matrimoni gay.

di Floriana Ferrando

Non ci fate sposare? Bene, allora smettiamo di mangiare. È andata più o meno così la storia che ha portato Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia, una coppia gay di Savona, allo sciopero della fame.

Un’iniziativa forte per trasmettere un messaggio altrettanto forte: siamo gay, ci amiamo e ci vogliamo sposare a tutti i costi. E per farsi sentire, cosa c’è di meglio del web? I due ragazzi hanno piazzato nel salotto di casa una webcam che trasmette, in alcuni momenti della giornata (ad esempio quando sono davanti alla tv), la diretta della loro vita quotidiana sul sito Gay Italiani . Ed ecco che la storia ha fatto il giro del mondo.

Tutto è cominciato da una vacanza nell’isola greca di Mikonos. Spiagge, musica, divertimento. Ma anche le violenza fuori da un locale gay da parte di quattro teppisti. Tante botte da ridurre Francesco quasi in fin di vita. È quello che è successo qualche mese fa. Se fosse morto, il suo compagno si sarebbe improvvisamente trovato sotto ad un ponte. Senza casa (intestata a Francesco) e senza diritto alcuno.  

Da lì il desiderio di vedere riconosciuta la loro unione. Lo scorso autunno ci erano andati vicini, il sindaco di Savona e alcuni parlamentari avevano dato loro molte speranze, e invece nulla di fatto.

Così, anziché fra torrone e pandoro, la coppia ha iniziato il nuovo anno con un bel digiuno, sperando che il gesto possa smuovere le acque. C’è chi, più o meno ironicamente, mette in guardia i ragazzi: coi tempi che corrono nella politica italiana, rischiano davvero di morire di fame. Ma la coppia non si perde d’animo : “Abbiamo chiesto consiglio a Marco Pannella: chi, meglio di lui, ci poteva consigliare come sopravvivere?”.

Fra un cappuccino e una vitamina, Francesco ha superato i venti giorni di digiuno , Manuel ha invece dovuto sospendere. Per non rendere invano lo sforzo dei giovani ha preso il via in giro per l’Italia una staffetta di digiuno solidale, come spiega Cris Gi , senza cibo da più di dieci giorni.

Da Vladimir Luxuria al leader delle comunità cristiane di base don Franco Barbero, la coppia sta ricevendo sostegno trasversale. La voce della rete non è da meno. Quasi duemila i fan su Facebook , e migliaia le persone che seguono il webcast ogni giorno su GLBT TV .

A Roma davanti alla sede del Parlamento è stata recentemente organizzata una veglia in onore della battaglia della coppia, hanno partecipato duecento persone di tutte le età. E anche all’estero sono molte le testate che hanno ripreso la loro iniziativa: da Global Post all’autorevole giornalista di The Atlantic, Andrew Sullivan .

La loro protesta andrà avanti finché la politica non si ricorderà di loro concedendogli il matrimonio o almeno un riconoscimento giuridico della loro unione. Francesco non teme nulla, “Se necessario, morirò in casa”.

il servizio di SKY TG24 dedicato al loro sciopero della fame


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