Shoah, Wiesel: ricordare il passato serve ai vivi

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L'intervento del premio Nobel per la Pace Eli Wiesel in occasione del Giorno della memoria. Le celebrazioni e le testimonianze per ricordare l'Olocausto

"Il silenzio non aiuta mai la vittima ma sempre l'aggressore", "dovremo dedicare questa giornata non solo al ricordo ma anche alla riflessione, alla presa di coscienza". Così Elie Wiesel, scrittore e premio Nobel per la Pace sopravvissuto all'Olocausto ha parlato alla Camera nel Giorno della memoria. "Se Auschwitz non ha guarito il mondo dall'antisemitismo - si è chiesto Wiesel - cosa potrà guarirlo?".

Nel giorno in cui tutto il mondo commemora le vittime della shoah a 65 anni dall'apertura dei cancelli del lager nazista di Auschwitz, irrompono però le dichiarazioni della guida suprema dell'Iran Ali Khamenei che minacciando Israele auspica "il giorno in cui le nazioni mediorientali assisteranno alla distruzione del regime sionista".

Con l'Iran "un altro orrore sta arrivando nel mondo", ha detto il presidente del congresso ebraico mondiale Ron Lauder nelle celebrazioni a Cracovia. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato il diritto del popolo ebraico e di Israele a vivere in sicurezza. Su questi punti ha insistito l'ex deportato e premio Nobel Elie Wiesel intervenendo a Montecitorio alle celebrazioni italiane per la Giornata della memoria.

"Oggi sono qui, davanti a voi - ha aggiunto Wiesel ricordano il suo numero di matricola (A7713) da deportato nei campi di sterminio nazisti - e non so ricordo se ci fossero degli italiani a Buchenwald. Di certo c'erano ad Auschwitz. Ho incrociato forse Primo Levi, fummo assegnati alla stessa baracca. Ricordo il treno che ci portava a Buchenwald, ricordo la tormenta di neve. E le parolo di Levi, dopo, che dice che ad Auschwitz non c'era luce".
Wiesel è tornato a ribadire le critiche fatte in passato alle nazioni democratiche durante al II Guerra Mondiale per il loro atteggiamento dinanzi all'orrore dell'Olocausto: "Non era difficile bombardare i binari che portavano ad Auschwitz - ha detto - ma non fu mai fatto. Perché? Nessuno dei presidenti americani a cui ho posto questa domanda mi ha saputo rispondere".

Giorno della memoria 2010, tutti gli interventi




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