"A giusta distanza": come ricordare la Shoah?

Dachau, Germania, 1945, soldati americani obbligano gli abitanti del posto a visitare il campo (la foto è tratta dal libro - ©Yad Vashem)
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Se lo sono chiesti Enrico Donaggio e Diego Guzzi in un volume pubblicato dall'Ancora. Con la scomparsa dei sopravvissuti, infatti, in futuro si parlerà di Shoah solo attraverso i documenti. LEGGI UN ESTRATTO E GUARDA UN'IMMAGINE CONTENUTA NEL LIBRO

di Enrico Donaggio e Diego Guzzi

I vestiti, quelli della festa. I volti e le mani, invece, da messa o funerale. Ma sono gli occhi che davvero contano.
Bassi, come i cappelli tormentati dalle dita, sulle righe di salme pietosamente composte. Bassi, come ogni predica impone, sulle parole scandite dai militari oltre la linea di quei corpi. Pregano cari perduti o stanno per condividerne la sorte?
S’intuisce una solennità mista a incerto disagio. Da cerimonia o resa dei conti: un blocco di persone impietrite da un pensiero grave. Raccolte contro la loro volontà in un luogo a due passi da casa dove per anni si è consumato quello che ora tutti devono vedere.
Così recita la didascalia: «Dachau, Germania, 1945, soldati americani obbligano gli abitanti del posto a visitare il campo». Di più e meglio, tuttavia, precisa la voce sotto la quale l’immagine è laconicamente archiviata: «forced confrontation».
Aprire gli occhi, non il fuoco; costringerli a guardare ciò che sempre hanno saputo in qualche punto cieco della propria sensibilità. Un gesto pedagogico brutale per strappare il velo d’indifferenza che confonde spettatori, complici, vittime e testimoni. Ruoli ardui da interpretare, senza alibi o controfigure; non solo per gli uomini sorpresi nella foto, anche per noi.
©L’Ancora del Mediterraneo. Tutti i diritti riservati

Tratto da Enrico Donaggio e Diego Guzzi, "A giusta distanza. Immaginare e ricordare la Shoah", L'Ancora del Mediterraneo (pp.150, euro 14)

Enrico Donaggio insegna Filosofia della storia all'Università di Torino. È autore, curatore e traduttore di volumi e saggi apparsi in Italia e all’estero. Di recente, ha curato la raccolta Sul male. A partire da Hannah Arendt (Meltemi 2003); Che male c'è. Indifferenza e atrocità tra Auschwitz e i nostri giorni (L'ancora del mediterraneo 2005), La scuola di Francoforte. La storia e i testi (Einaudi 2005).

Diego Guzzi
è dottorando in Studi politici all’Università di Torino e, in cotutela, all’Università di Amiens. Collabora con scuole medie inferiori, licei e con l’Istituto per la storia della Resistenza a progetti didattici relativi al Giorno della Memoria. Ha pubblicato Ricordare la Shoah. Il dibattito francese sulla “giusta memoria”, in Teoria politica.


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