Bagnasco: sogno nuova generazione di cattolici in politica

Il presidente della Cei Angelo Bagnasco
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Sui fatti di Rosarno: è innacettabile che gli immigrati vivano così. Ha auspica un disarmo tra le parti politiche per fare le riforme e sgravi fiscali per le famiglie. No a testamento biologico e Ru 486.

I laici cattolici impegnati in  politica agiscano in coerenza con la loro fede. E' quanto ha detto  questo pomeriggio il cardinale Angelo Bagnasco aprendo i lavori del  Consiglio episcopale permanente. Allo stesso tempo l'arcivescovo di  Genova ha dichiarato di avere un "sogno", quello di vedere sorgere  una nuova generazione di laici cattolici impegnati nella vita  pubblica.

Il presidente della Cei ha continuato: "le riforme sono un "obiettivo urgente", "colpevolmente sempre rinviato" ed e' invece dovere della politica mettervi mano.  Per questo - ha affermato - occorre "mettere da parte calcoli individuali", come "molto opportunamente" ha raccomandato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alle classi "politica, amministrativa, giudiziaria". Sulla crisi economica il cardinale Bagnasco ha quindi sostenuto che alle famiglie, soprattutto quelle con figli, vanno riconosciuti sgravi fiscali che consentano loro non solo di affrontare la crisi, ma di essere protagoniste della ripresa economica.

Il presidente della Cei ha affrontato anche i due temi di bioetica su cui la Chiesa Cattolica più si è battuta negli ultimi mesi, la Ru 486 e il testamento biologico. Rispetto alla prima il cardinal Bagnasco ha invitato parlamento, ministero della salute e regioni a "circoscrivere quanto e' piu' possibile" la diffusione della pillola RU 486, nonostante il via libera dell'Agenzia italiana del farmaco.

I registri del testamento biologico, invece, istituiti in questi giorni da diversi Comuni italiani, raccolgono le "riserve" della Conferenza episcopale", che li definisce "una fuga irresponsabile in avanti. Non possiamo non avanzare riserve sulla discutibile 'iniziativa dei registri' che si vanno qua e là aprendo - ha detto il presidente della Cei - e che, oltre a rappresentare una fuga irresponsabile in avanti, tendono a precostituire degli esiti al ribasso circa la legge in allestimento, sulla quale invece le forze politiche sono chiamate a dar prova della massima saggezza".

Bagnasco ha dedicato un intero capitolo della sua relazione ai fatti di Rosarno, affermando che la vicenda "non può ipotecare con un colpo solo l'immagine di un intero territorio che proprio ora deve invece trovare la forza per uscire dall'emergenza", ma deve tuttavia far riflettere sulle cause che l'hanno provocata. Tra queste, il porporato ha indicato "la condizione del tutto critica in cui abitualmente vive una parte degli immigrati presenti nel nostro Paese", "uno standard non accettabile", ha detto Bagnasco, aggiungendo: "Cosi' non si puo', cosi' non e' umano"'."Niente può farci dimenticare questa verita': l'immigrato e' uno di noi; noi italiani siamo stati a nostra volta immigrati, e prima di noi lo è stato Gesù": ha poi spiegato il cardinale Angelo Bagnasco,

Le parole di Bagnasco sui fatti di Rosarno:




Parlando della recente visita del Papa alla sinagoga di Roma Bagnasco ha affermato che "il gesto che quasi venticinque anni fa compì per la prima volta Giovanni Paolo II è stato confermato e rafforzato da Benedetto XVI; il muro abbattuto da Papa
Wojtyla è diventato per il suo successore un ponte di vicinanza e di fraternità, ricordando che il legame di "solidarietà che lega la Chiesa e il popolo ebraico" non è un fattore estrinseco ma si colloca "a livello della loro stessa identità spirituale, e indicando nel Decalogo il faro e il grande codice etico per tutta l'umanità".

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