Berlusconi, no a sospensione processo diritti tv

Silvio Berlusconi al suo rientro a Roma
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I giudici di Milano negano ai difensori di Silvio Berlusconi i termini per valutare il ricorso al rito abbreviato. Berlusconi assente autorizza comunque il procedere del processo

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano non hanno concesso ai difensori di Silvio Berlusconi i termini a difesa per valutare il ricorso al rito abbreviato nel processo per i diritti televisivi.
I giudici, presieduti da Eduardo D'Avossa, hanno ritenuto che gli imputati avrebbero dovuto esercitare il diritto alla richiesta di rito abbreviato nel momento in cui era stata formulata la contestazione suppletiva. Il processo, quindi, non sarà sospeso come, invece, chiesto dai legali di Silvio Berlusconi che avevano chiesto un termine per valutare la concessione del rito abbreviato in seguito alla decisione della Corte Costituzionale che aveva in parte dichiarati illegittimi gli articoli 517 e 516 del codice di procedura penale nella parte in cui non consentivano la richiesta di rito abbreviato in caso di contestazioni suppletive tardive fatte in dibattimento

Nicolò Ghedini, uno dei legali di Silvio Berlusconi aveva chiesto limiti di tempo "congrui", al fine di valutare l'eventuale richiesta di procedere col rito abbreviato nel processo in cui il premier è imputato per i presunti fondi neri creati da Mediaset attraverso la compravendita di diritti televisivi e cinematografici.

Con una lettera inviata ai  giudici della prima Sezione penale del Tribunale di Milano, dove è in corso il processo sui diritti tv, Silvio Berlusconi ha spiegato questa mattina di non poter essere presente oggi in udienza a causa di "accadimenti  sopravvenuti" che hanno determinato un cambio degli appuntamenti in  agenda. Per oggi, infatti, la presidenza del Consiglio aveva dato, nel novembre scorso, la disponibilità del premier a poter essere presente in aula.

"Fermo restando l'interesse ad esser presente al processo",  scrive ancora Berlusconi, "autorizzo a procedere" in sua assenza anche perché, per oggi, sono in discussione alcuni aspetti procedurali.  Nella missiva inviata ai giudici il premier spiega poi che era sua  intenzione rendere dichiarazioni in aula ma che i suoi difensori lo hanno sconsigliato poiché non è ancora esaurita la fase dedicata all'audizione dei testi.

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