Rosarno, con i contributi Ue gli stranieri non servono più

1' di lettura

Ora che l'Unione Europea paga in base agli ettari la manodopera in nero diventa scomoda. Anche perché, diversamente dai calabresi, si ribella. Parola di Antonio Nicaso, che di Calabria e mafie se ne intende

LE FOTO DELLA RIVOLTA
LE FOTO DEL TRASFERIMENTO DEGLI IMMIGRATI 


di Luca Di Garbo

“Gli extracomunitari a Rosarno non servono più”. A sostenerlo è Antonio Nicaso, giornalista e scrittore, tra i più autorevoli esperti di ‘Ndrangheta e autore di “Fratelli di Sangue”, libro scritto a quattro mani col magistrato Nicola Gratteri.
“La 'Ndrangheta si è sempre caratterizzata per questa strategia di muoversi sotto traccia”, sottolinea Nicaso: “negli ultimi tempi ci sono stati però dei cambiamenti di rotta. Duisburg, l'omicidio Fortugno, hanno fatto vedere una 'Ndrangheta diversa dal solito. A Rosarno è accaduto che la 'Ndrangheta ha motivato la reazione degli extracomunitari”.

Dietro ai fatti di Rosarno secondo lei c'è quindi la mano dei clan? E perché?

Perché Rosarno non ha più bisogno di extracomunitari. Dal 2007 l’Europa assegna contributi all’agricoltura non sulla base del raccolto ma dell'estensione del terreno, si paga a ettari e non a chili, quindi non conviene più raccogliere le arance. Finora l’economia della piana di Gioia Tauro si è retta quasi esclusivamente sulle truffe e sulle stime gonfiate di produzione. Sono truffe alla comunità europea. Il lavoro che un tempo facevano i contadini della Calabria è passato poi nelle mani degli extracomunitari, il problema è che essi hanno reagito ai soprusi della ‘Ndrangheta mentre i contadini per decenni hanno piegato la testa. E' successo adesso ma poteva succedere anche prima, la situazione era al collasso.
Cosa dimostrerebbe il coinvolgimento della Ndrangheta nei fatti di Rosarno?
C'è una informativa che è stata inviata alla Procura della Repubblica di Palmi e che documenta tutta questa vicenda e mette proprio a nudo il coinvolgimento della 'Ndrangheta (ndr cui fa riferimento anche l’agenzia di stampa Reuters). E' stata la 'Ndrangheta a provocare sparando a un extracomunitario provvisto di visto di soggiorno. E' stata una reazione quasi indotta, provocata. Tra le persone arrestate dopo gli scontri figura anche il figlio di un capo bastone di quella zona, Antonio Bellocco, figlio di Giuseppe arrestato nel 2007 che sta scontando un ergastolo. Da intercettazioni ambientali il fratello maggiore di Antonio durante una conversazione registrata dalle forze dell'ordine in carcere dice ad Antonio "tu sei il rappresentante del casato".
In che modo la ‘Ndrangheta controlla il mercato del lavoro?
Alcune inchieste hanno accertato il coinvolgimento della 'Ndrangheta non solo per quanto riguarda gli sbarchi e gli arrivi degli extracomunitari, ma anche nella sistemazione e collocazione degli immigrati sul mercato del lavoro, soprattutto quello nero. Gli immigrati che sbarcavano in Calabria venivano dirottati a Crotone e poi finivano agli ortomercarti di Fondi e di Milano, tutto un circolo gestito dalla 'Ndrangheta. Quanto a Rosarno, la ‘Ndrangheta voleva un territorio libero. La Calabria è una regione che ha sovranità limitata, sottratta alla potestà dello Stato e in mano alle cosche mafiose e a politici indifferenti se non collusi con la criminalità.
In che modo quello che è successo a Rosarno favorisce la criminalità organizzata?
Il problema è il caporalato. In Italia non esiste il reato del caporalato. Come pensa il potere politico di combattere il problema del lavoro nero se non esiste un reato di caporalato e per il lavoro nero esiste solo una sanzione amministrativa? ( ndr nei giorni scorsi il ministro Maroni ha riferito in parlamento su Rosarno, annunciando un giro di vite nei confronti delle imprese che arruolano illegalmente manodopera - per guardare l’intervento completo del ministro dell’Interno clicca qui). Tutti sapevano che gli operai guadagnavano 20 euro e che 5 euro finivano in mano ai caporali.
Gli extracomunitari, com’è successo anche a Castel Volturno, si ribellano: adesso verranno sostituiti dai rumeni che essendo in un contesto europeo non hanno bisogno di permessi. Più che criminalizzati gli immigrati andrebbero presi ad esempio perché hanno fatto quello che i calabresi non hanno mai fatto: alzare la testa.
Potrebbe succedere anche altrove?
Bisogna chiedersi quante Rosarno ci sono ancora in Italia. Ci sono polveriere che prima o poi esploderanno. Il problema del caporalato non è solo in Calabria o in Sicilia, ma anche a Fondi, dove c'è un grosso ortomercato o a Milano.
Se non affrontiamo e risolviamo il problema dello sfruttamento degli extracomunitari ci potrebbero anche essere tante altre Rosarno, non è una questione di ordine pubblico ma culturale.
Prima la bomba alla Procura di Reggio poi Rosarno, cosa sta succedendo in Calabria?
La 'Ndrangheta è forte ma mai come in questo momento sta sentendo la pressione dello stato. Si sta verificando un fenomeno nuovo ovvero l'applicazione della legge Rognoni La Torre. Per i mafiosi è un problema quando ti toccano negli interessi e nel portafoglio. Inoltre adesso in appello, grazie alla nuova legge, non c’è più il patteggiamento concordato. Prima un condannato per vent’anni finiva per trascorrere in carcere 5 o 6 anni.
Pignatone (ndr Procuratore di Reggio Calabria) ha messo a punto una struttura molto efficiente, adesso ha degli uomini con i quali fare una lotta seria alla criminalità organizzata. Quanto all’attentato alla sua Procura, tradisce il nervosismo di alcune famiglie che vorrebbero fare di più ma si scontrano col veto di altre famiglie che preferiscono muoversi sotto traccia anche perché ci sono grossi interessi in gioco: c’è il ponte sullo stretto, l’Expo di Milano, una guerra in questo momento tra stato e 'Ndrangheta sarebbe controproducente.
In che senso?
Nel senso che se la ‘Ndrangheta si mette a fare la guerra contro lo stato con tutti gli interessi forti legati alle opere pubbliche legate all'Expo di Milano è come se facesse harakiri, ma ci sono famiglie che sono stanche della pressione della magistratura reggina. C’è gente che vorrebbe reagire ma c’è altra gente che dice che non è momento.


Guarda anche:
A Bari oltre 300 immigrati. Rosarno, ruspe ancora al lavoro
Rosarno, non è sempre stata guerra
"Io da otto anni a Rosarno, mi sento integrata"
Rosarno, immigrati trasferiti. Demoliti gli accampamenti
Rosarno, l'inferno della baraccopoli "nera"
Saviano a SKY TG24: gli immigrati difendono anche i nostri diritti

Leggi tutto