Urbi et Orbi, il Papa: "Mondo ferito da crisi morale"

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Nel messaggio precedente la solenne benedizione alla città di Roma e al mondo, un Benedetto XVI sereno e sorridente, nonostante l'aggressione della notte, si è rivolto al "noi" della Chiesa con riferimenti specifici ai cinque continenti

Nessun riferimento all'aggressione subita nella notte da parte di una psicolabile, né tanto meno alcun segno visibile sul proprio corpo. Si è invece affacciato sorridente e sereno, dalla loggia delle Benedizioni della basilica di San Pietro, Benedetto XVI per rivolgere ai fedeli di tutto il mondo il tradizionale messaggio di Natale, in cui facendo riferimento al "noi della Chiesa", iniziante a Betlemme duemila anni or sono, ha fatto riferimenti specifici alle condizioni socio-culturali dei 5 continenti. In particolare il Papa ha ricordato come sia "la crisi morale, più ancora di quella economica, a ferire l'umanità". Rivolgendosi direttamente all'opulento Occidente europeo e nordamericano, ha poi lanciato un appello a queste società "a superare lamentalità egoista e tecnicista, a promuovere il bene comune, a rispettare le persone più deboli, a cominciare da quelle ancora non nate".

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