Milano, pacco bomba alla Bocconi

Milano - La nuova sede dell'università Bocconi
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Un ordigno, parzialmente esploso, è stato rinvenuto nell'ateneo milanese mercoledi intorno alle 3 di notte. L'azione è stata rivendicata dal Fai, Federazione Anarchica Informale

Un pacco contenente un ordigno è stato trovato questa mattina, parzialmente esploso, nei pressi dell'università Bocconi di Milano. L'eplosione sarebbe avvenuta la scorsa notte attorno alle tre, senza creare danni.  Il plico era stato sistemato in un'intercapedine tra uno sgabuzzino e un corridoio del sotterraneo della Bocconi che collega due edifici. Il timer era collegato a un tubo contenente dinamite.
L'azione, sulla cui potenzialità gli inquirenti stanno ancora indagando, sarebbe stata rivendicata da un volantino a firma anarchica con una telefonata anonima al quotidiano "Libero".

Sono collegati gli attentati alla Bocconi e alla Cie di Gradisca di isonzo a Gorizia. Ne sono convinti gli investigatori della Digos che stanno indagando sulla parziale esplosione di un ordigno verificatasi questa notte in un sotterraneo dell'Università Bocconi. Il volantino di rivendicazione dell'attentato milanese, un foglio A4, depositato a mano oggi pomeriggio nella casetta della posta della redazione milanese del quotidiano Libero e firmato "Nucleo audicio morale-Federazione anarchica informale" chiede la chiusura immediata dei Centri di identificazione ed espulsione.

Ad avvertire la polizia intorno alle 3.15 di questa notte è stato il custode della Bocconi dopo aver sentito un violento colpo. Nel primo sopralluogo compiuto dagli agenti delle Volanti si è pensato ad un cortocircuito, ma la successiva analisi compiuta dagli artificieri ha permesso di ritrovare parti di un tubo e di esplosivo non detonato.

La Federazione anarchica informale - che aveva firmato anche le scritte contro il commissario Calabresi comparse lo scorso maggio sui muri di alcuni edifici a Torino - venne alla ribalta nel dicembre 2003, quando rivendicò gli attentati con pacchi bomba all'allora presidente della Commissione europea Romano Prodi. Attribuite alla stessa sigla anche le azioni criminose nei confronti del presidente della Banca centrale europea ed alle sedi di Europol ed Eurojust. Negli anni successivi si è inoltre resa responsabile, in associazione con sigle diverse, di numerosi attentati dinamitardi in varie località del territorio nazionale. Tra gli obiettivi un commissariato di polizia, a Genova-Sturla, caserme dei carabinieri, a Milano e quella del Ris di Parma, la casa circondariale di San Vittore e un'agenzia di lavoro interinale.

Plichi esplosivi rivendicati dal Fai vennero inviati, nell'aprile del 2004, agli allora vertici del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e successivamente al direttore di un'associazione che opera presso il Cpt di Modena e al sindaco di Torino Sergio Chiamparino: Carceri e Centri di identificazione per immigrati sono, infatti, tradizionalmente obiettivi dell'azione anarco-insurrezionalista.

"Non è da sottovalutare, è una cosa seria che si articola in una serie di azioni in varie città, a Milano, in Friuli, ma anche a Firenze ed in altri luoghi". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, commentando i pacchi bomba alla Bocconi ed al Cie di Gradisca. "Prestiamo - ha sottolineato Maroni - grandissima attenzione a queste iniziative, monitoriamo sempre e studiamo misure da prendere per evitare che si diffondano sul territorio".

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