Massimo Tartaglia interrogato a San Vittore

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Il gip deve decidere sulla convalida dell'arresto per l'uomo che ha aggredito Berlusconi. La difesa chiede il ricovero in ospedale psichiatrico. La Digos ha sentito i due fratelli che avvisarono la polizia. Un teste: qualcuno passò un oggetto a Tartaglia

BERLUSCONI AGGREDITO, L'ALBUM FOTOGRAFICO

A Milano, nel carcere di San Vittore, Massimo Tartaglia, l'uomo che domenica sera ha ferito il premier scagliandogli contro una miniatura del Duomo di Milano, è stato interrogato dal gip Cristina Di Censo. I difensori di Tartaglia hanno chiesto che il loro assistito sia ricoverato in una comunità terapeutica. Il giudice dal canto suo si è riservato la decisione se convalidare l'arresto, come chiesto dalla procura, e anche, ovviamente, sulla richiesta del ricovero di Tartaglia in un centro psichiatrico. La decisione del gip potrebbe arrivare domani.

Nella giornata di oggi sono stati sentiti dalla Digos i due fratelli che hanno rivelato a Striscia la notizia di aver dato l'allarme in merito a un possibile attentatore prima che Massimo Tartaglia aggredisse, lanciandogli contro un oggetto, il premier Silvio Berlusconi,.
Secondo quanto si è appreso, i due (uno dei quali ha qualche vecchio precedente di Polizia) hanno avuto un certo timore nel raccontare la dinamica dei fatti, ma hanno sostanzialmente confermato di aver avvisato un poliziotto che era in servizio nella piazza della presenza dell'uomo in stato di agitazione.
Quello che però appare, almeno secondo le prime indiscrezioni, leggermente diverso da quanto riferito in televisione, è che secondo le loro dichiarazioni al poliziotto avrebbero riferito di un uomo agitato, farneticante, che aveva minacciato di fare qualcosa di eclatante, ma non certo, con precisione, di uno che voleva attentare alla sicurezza di Berlusconi.
La Polizia, comunque, prosegue gli accertamenti per individuare il poliziotto in questione, che dovrebbe presto essere identificato.

Un testimone dell'aggressione, intanto, dice di aver visto Tartaglia in mezzo alla folla e di aver avuto la percezione che qualcuno gli passasse l'oggetto che ha lanciato contro il premier.
"Poco prima che l'aggressore scaraventasse contro il presidente la statuetta ho visto che c'è stato dietro... come se lui si stesse dimenando per prendere qualcosa da qualcuno che ovviamente non ho visto. Mi è sembrato di vedere proprio questo gesto che lui stesse prendendo qualcosa e questo l'ho visto perche' avevo degli amici che erano li' alla sbarra e mi stavo preoccupando che potessero salutare il presidente del Consiglio". Questo il racconto fatto da Andrea di Sorte, coordinatore dei club della Libertà, all'agenzia Adnkronos.
Andrea Di Sorte è stato contattato dalla polizia che ascolterà la sua versione dei fatti: "Mi hanno contattato le autorità e questa sera credo che deporrò su quanto ho visto".
L'intervista video ad Andrea Di Sorte è visibile sul sito Ign, testata on line del gruppo Adnkronos.


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