Piazza Fontana: tensioni al corteo e fischi alla Moratti

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Il sindaco di Milano contestato poco prima che prendesse la parola per commemorare la strage di 40 anni fa. Fischiati anche Formigoni e Podestà. Scontri tra polizia e manifestanti dei centri sociali. Napolitano: continuare a cercare la verità. LE IMMAGINI

Contestazioni e tensioni a Milano durante la commemorazione della strage di Piazza Fontana. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è stato fischiato al momento di prendere la parola al termine del corteo delle istituzioni. Moratti, insieme al presidente della Regione Lombardia Formigoni e a quello della Provincia di Milano Podestà, è stata sonoramente contestata e dalla folla, dalla quale si è alzato il grido "vergogna".

"Capisco chi protesta, capisco i fischi, perché chiedono giustizia, una giustizia che è stata negata per 40 anni", ha detto il primo cittadino del capoluogo meneghino. "Lo dico con umiltà - ha continuato - non ci possono essere parole di consolazione per le famiglie, ma credo che la giustizia possa nascere solo da una coscienza collettiva".

Durante la manifestazione per commemorare la strage di 40 anni fa ci sono stati anche momenti di tensione tra alcuni manifestanti dell'area antagonista e la polizia, schierata dietro alla transenne, con lancio di sassi e petardi al margine di Piazza Fontana.
La polizia e i carabinieri in tenuta antisommossa hanno tentato di contenere il tentativo di sfondamento di oltre un centinaio di giovani dei centri sociali. La polizia ha reagito a colpi di manganello.

Due sono stati i cortei per ricordare l'anniversario, nel segno di una ricostuzione storica ancora del tutto conflittuale. Il primo corteo aperto da una delegazione dei familiari delle vittime e dai gonfaloni di numerose città, primo tra tutti quello di Milano, dietro il quale ha sfilato anche il sindaco Letizia Moratti. In coda gli striscioni del Pd e del Partito socialista. Il secondo corteo, organizzato da Prc, Comunisti Italiani e diverse organizzazioni della sinistra e anarchiche, ha preso il via da piazza Missori per concludersi dopo un breve tragitto in piazza Santo Stefano, nei pressi dell'Università Statale e a poca distanza da piazza Fontana. In testa un grande striscione con la scritta "12 dicembre 1969-12 dicembra 2009: la strage è di Stato".

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio chiedendo che fosse letto pubblicamente nella cerimonia di Milano alle ore 16:37, il minuto dell'esplosione della bomba. "Continuate pure a cercare perché si possa recuperare qualsiasi frammento di verità rimasto  nascosto. Spero che questa vostra ricerca, a cui debbono collaborare tutte le istituzioni, possa condurre a dei risultati" ha scritto il Capo dello Stato.

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