L'Italia dell'Alta velocità: più servizi, ma più cari

In rosso il percorso dei Frecciarossa, in argento la tratta dei Frecciargento
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Treni più rapidi, più frequenti, con biglietti ritoccati "coerentemente con la maggiore offerta", precisano le Fs. Il 13 dicembre si completa l'AV Torino-Salerno, che avvicina il Nord al Sud, ma taglia fuori qualche città

di Chiara Ribichini

Collegamenti tra Milano e Roma ogni 15 minuti per un totale di 72 treni (20 in più), tempi di percorrenza tra le due città che scendono da 3 ore e 30 minuti a 3 ore (2 ore e 45 minuti tra le stazioni di Rogoredo e Tiburtina), 26 Frecciargento (2 in più) per andare da Roma e Venezia in 3 ore e 15 minuti, 10 Frecciargento (2 in più) tra Roma a Bari. In tutto 1000 chilometri di binari che avvicinano il Nord al Sud. Sono questi i numeri dell’Alta velocità che, con l’attivazione il 13 dicembre dei nuovi tratti Bologna – Firenze, Novara – Milano e Gricignano – Napoli, giunge al suo completamento.

Le “Frecce” sono già una realtà dallo scorso anno. Da quando sono partiti i primi collegamenti “fast” tra Milano e Roma. Era il 14 dicembre del 2008. L’Italia diceva addio ai “vecchi eurostar” e salutava i nuovi treni ETR 500 capaci di collegare il capoluogo meneghino con la capitale in 3 ore e 30 minuti (4 ore con le fermate intermedie di Bologna e Firenze). Oggi, a un anno di distanza, quella che è stata ribattezzata la metropolitana d’Italia ha una maggiore estensione sul territorio, è più veloce e più frequente. 661 km di nuove linee alta velocità, 145 km di nuove gallerie, 516 di nuovi viadotti, ponti, trincee e rilevati, 7 nuove stazioni, 6 regioni interessate, 17 province e 161 comuni. 300 km orari la velocità commerciale del Frecciarossa, 250 km orari quella del Frecciargento “che ha però il grande vantaggio di poter raggiungere elevate prestazioni anche sulla rete convenzionale (permettendo così di estendere i vantaggi dell’Alta velocità anche alle località non ancora raggiunte dai binari della linea veloce)” spiega Marco Mancini dell’Ufficio Stampa delle Fs. E precisa: “Alta velocità vuol dire anche alta capacità. La nuova linea ha infatti numerose connessioni con la rete tradizionale, non solo nelle città (che diventeranno così una sorta di Hub di scambio) ma anche fuori, ed ha tutte le caratteristiche per essere utilizzata in futuro anche dai treni merci”.

Tutto però ha un prezzo. “Abbiamo stabilito un aumento coerente con la diminuzione dei tempi di percorrenza e con il maggior numero dei collegamenti” sottolinea l’ufficio stampa Fs. Qualche esempio: per un biglietto base da Roma a Milano in seconda classe si spenderanno 89 euro, circa14 euro in più rispetto a oggi. Pagando il 25% in più si potrà acquistare un biglietto flessibile che permette cambi gratuiti e illimitati e rimborso integrale in caso di rinuncia del viaggio. Ma sarà possibile anche viaggiare sul Frecciarossa a prezzi più economici. Prenotando con un anticipo di 7 o 15 giorni si potrà usufruire di uno sconto rispettivamente del 15 o del 30%. Non solo. Le andate e ritorno in giornata costeranno 149 euro in prima classe e 99 euro in seconda. Scompare invece lo sconto del 5% per chi acquista on line.

In occasione del lancio dei nuovi servizi e fino al 28 febbraio si potranno acquistare inoltre 100 mila biglietti al mese per la seconda classe su tutte le tratte a 48 euro, mentre sulla Milano-Torino due persone potranno viaggiare al prezzo di una. Fino a quella data i biglietti in prima classe non subiranno aumenti. Saranno inoltre messi in vendita carnet elettronici composti da 10 tagliandi al prezzo di 8. Solo domenica 13 dicembre, infine, i minuti si tradurranno in centesimi: per salire sui primi treni che collegheranno Roma e Milano in 2 ore e 59 minuti si pagheranno 2 euro e 59 centesimi, 4 euro e 10 centesimi per andare invece da Torino a Roma (4 ore e 10 minuti). Altra novità sarà la Fidelity Card: una carta speciale che permetterà di raccogliere punti ma potrà a richiesta anche essere usata come carta di credito. Punti extra potranno essere guadagnati anche attraverso l’attenzione per l’ambiente: dietro ogni biglietto sarà riportato il risparmio di emissioni di Co2 concesso all’ambiente scegliendo il treno (invece dell’aereo e dell’auto), trasformati in punti fedeltà.

Non tutti i passeggeri però trarranno benefici dalla nuova rete ferroviaria. Alcune città, infatti, ne restano tagliate fuori. Come Bergamo o Cremona, che perdono l’unico collegamento diretto con Roma. “Tutti i treni di cui abbiamo parlato sinora, ossia i Frecciarossa e i Frecciargento, vivono senza ricevere contributi pubblici. Un’azienda deve fare utili e per far sì che i conti tornino è necessario privilegiare le tratte che rendono di più, sacrificando quelle con la frequentazione più bassa” spiega l’ufficio stampa. Ed ecco che da lunedì chi vorrà recarsi dalla città del violino alla capitale dovrà prendere un regionale per Milano e poi il Frecciarossa, spendendo 94 euro e 55 centesimi contro i 56 euro di oggi.

L’alta velocità agita anche gli animi dei tanto bistrattati pendolari, preoccupati dalle possibili ripercussioni delle Frecce sempre più numerose sui “loro” treni e sulle “loro” stazioni. Preoccupazione già manifestata con proteste e cortei. Trenitalia, però, assicura che la tav non avrà nessun impatto negativo sul trasporto regionale. “Il trasferimento di tutti i treni dalla linea convenzionale a quella nuova permetterà di rendere più libera la prima. E’ come immaginare l’Italia con o senza l’autostrada del sole. Da quando esiste l’autostrada inevitabilmente le strade statali sono più libere”.

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