Bari, il ministro Fitto rinviato a giudizio per corruzione

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Lo ha deciso il giudice per l'udienza preliminare. I fatti si riferiscono al periodo in cui Fitto era presidente della regione Puglia. A processo anche l'editore Angelucci. Entrambi sono accusati anche di finanziamento illecito ai partiti

Il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, è stato rinviato a giudizio per i reati di corruzione e illecito finanziamento ai partiti in concorso con l'imprenditore ed editore romano (di Libero e del Riformista) Giampaolo Angelucci, anch'egli rinviato oggi a giudizio. E' stato prosciolto da vari altri reati tra i quali associazione per delinquere e concussione.
Lo ha deciso poco fa il gup del tribunale di Bari Rosa Calia Di Pinto. I fatti si riferiscono al periodo in cui Fitto era presidente della Regione Puglia.
I reati di corruzione e di illecito finanziamento ai partiti contestati al ministro fanno riferimento a una presunta tangente di 500.000 euro che l'editore Angelucci avrebbe versato al partito di Fitto 'La Puglia prima di tutto' per ottenere - secondo l'accusa - nel 2004 l'aggiudicazione dell'appalto settennale da 198 milioni di euro per la gestione di undici Residenze sanitarie assistite (Rsa).
Oltre che per i reati di corruzione e illecito finanziamento, Fitto è stato rinviato a giudizio per due contestazioni di abuso d'ufficio e per un peculato che avrebbe riguardato fondi riservati alla presidenza della Regione, tutti episodi minori nell'ambito dell'inchiesta.
E' stato prosciolto, oltre che dalle accuse di associazione per delinquere e concussione, da tre contestazioni di falso.

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