Cassonetti ancora in fiamme a Palermo e Catania

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Cumuli di rifiuti nelle strade del capoluogo siciliano. Vigili del fuoco in azione durante la notte per spegnere i contenitori della nettezza urbana dati alle fiamme. Il sindaco catanese parla di una "regia occulta"

Cumuli di rifiuti sommergono i cassonetti e coprono i marciapiedi di Palermo. Durante la notte scorsa sono andati in fumo una ventina di contenitori della nettezza urbana. I mezzi dei vigili del fuoco si sono diretti in diversi quartieri della città per spegnere le fiamme appiccate dai cittadini che non ne possono più di convivere con l’odore nauseabondo e la sporcizia che invade il capoluogo siciliano.

La mancata raccolta della spazzatura è dovuta al fatto che nei giorni festivi i dipendenti dell'Amia, la società ex municipalizzata (per la quale la procura di Palermo ha già chiesto il fallimento) che si occupa del servizio raccolta e smaltimento, non lavorano. I dipendenti dell’Amia sono pure in stato di agitazione perché, dopo lo stop a nuovi fondi, sarebbero a rischio anche gli stipendi di dicembre e le tredicesime. Situazione ancora più critica a Catania dove i cassonetti dati alle fiamme in poche settimane sarebbero un centinaio.

Il sindaco Raffaele Stancanelli parla di "regia occulta" e di "gesti ignobili" finalizzati a "mettere in discussione il lavoro di razionalizzazione e legalità nel settore della nettezza urbana". Se i palermitani e i catanesi vogliono riappropriarsi di città vivibili e pulite forse saranno costretti a fare da soli. Proprio come gli abitanti di Monreale che si sono armati di scopa e paletta per protestare contro il blocco dei fondi all’azienda locale che si occupa della raccolta dei rifiuti.

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