Mafia, presi due superlatitanti

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Si tratta di Giovanni Nicchi, considerato il nuovo capo di Cosa Nostra a Palermo e Gaetano Fidanzati, uno dei boss mafiosi appartenenti alla lista dei 30 ricercati più pericolosi. Berlusconi: "Straordinario". Maroni: "Manca solo Messina Denaro"

Doppio colpo mortale a Cosa Nostra, prima con l'arresto del boss Giovanni Nicchi a Palermo, poi con la cattura a Milano di Gaetano Fidanzati uno dei 30 superlatitanti della criminalità organizzata. Il covo di Gianni Nicchi era a poche centinaia di metri dal palazzo di Giustizia di Palermo. Il boss era latitante da tre anni, da quando riuscì a sfuggire all’operazione di Polizia denominata Gotha, che portò in cella i principali capi di Cosa nostra di Palermo. Il giovane mafioso è considerato il pupillo del capomafia Nino Rotolo. Nato il 16 febbraio 1981 a Torino, Nicchi, era ricercato dal 2006 per associazione di tipo mafioso, estorsione ed altro. L'uomo é nell’elenco dei 30 latitanti di massima pericolosità facenti parte del "Programma Speciale di Ricerca" selezionati dal Gruppo Integrato Interforze.

L’altro boss arrestato è Gaetano Fidanzati. L'uomo è stato fermato dagli agenti della Squadra Mobile in via Marghera a Milano mentre era in compagnia del cognato. Gaetano Fidanzati è uno dei capimafia storici palermitani. Per avere un’idea della sua posizione all’interno dell’organizzazione basta ricordare che nel ’70 un’auto venne fermata casualmente ad un posto di blocco. Dentro, con documenti falsi, c’erano, oltre a lui, Tommaso Buscetta, Salvatore Greco, Giuseppe Calderone, Gaetano Badalamenti e Gerlando Alberti, padrini che avevano e avrebbero fatto parlare a lungo di loro. Fidanzati è entrato a pieno titolo nel gotha dei trafficanti di droga mafiosi. Il suo nome è contenuto in inchieste su traffici mondiali di eroina e soprattutto cocaina di diverse procure italiane e nei dossier di investigatori Usa. Fidanzati è ritenuto dagli investigatori uno dei più importanti boss del narcotraffico e dopo di lui sono stati arrestati per traffico di droga anche i figli, Guglielmo e Giuseppe, che avevano basi logistiche nel Nord Italia occupando spazi del mercato della cocaina in Veneto e Lombardia.

“Due colpi straordinari che devono confortare i cittadini di buon senso”. Così il presidente del Consiglio Berlusconi ha commenta le due operazioni a margine dell’inaugurazione dell’Alta Velocità Torino-Milano. E il ministro Maroni aggiunge: "Manca solo Messina Denaro. Sono risultati che fanno giustizia delle farneticazioni di questi giorni e trovo offensivo che qualcuno parli di arresti a orologeria".

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