Altroconsumo: i solarium, una giungla senza regole

Una ragazza in un solarium
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L’organizzazione dei consumatori ha eseguito un’approfondita indagine sulla situazione dei centri estetici italiani. Il quadro che ne scaturisce è inquietante. In circa l’80% dei centri esaminati sono state riscontrate della gravi mancanze

Altroconsumo, una delle maggiori organizzazione dei consumatori, ha eseguito un’approfondita indagine sulla situazione dei centri estetici italiani. Il quadro che ne scaturisce è inquietante. In circa l’80% dei centri esaminati sono state riscontrate della gravi mancanze. Secondo l’inchiesta portata avanti dall’associazione di consumatori, che ha preso in esame 50 centri di bellezza in diverse città italiane, solo 15 rispettano le direttive dell’Organizzazione mondiale della Sanità che ha dichiarato i raggi Uv altamente carcerogeni. In Italia i controlli delle Asl sui centri estetici sono praticamente inesistenti, tranne che in Piemonte, unica regione che ha una normativa chiara in materia.

I centri abbronzanti quindi dovrebbero essere gestiti con la massima cautela. Cosa che secondo Altroconsumo non avviene. L’associazione ha messo sotto esame alcuni solarium di Bari, Bologna, Milano, Napoli, Roma, Palermo, Torino, Venezia; dieci a Milano e Roma, cinque per ogni altra città. Lo studio è consultabile su www.altroconsumo.it. Alcune donne, con la pelle estremamente chiara, sono state mandate all’interno dei centri abbronzanti. L’obbiettivo era quello di capire che tipo di informazioni e di strumenti vengono forniti ai clienti dai centri di bellezza. Tra le altre cose le “infiltrate” di Altroconsumo hanno chiesto ai gestori dei Centri se era possibile portare dei minori.

L’80% dei Solarium ha risposto positivamente. Risposta sbagliata. Visto che secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro il rischio di tumori alla pelle aumenta del 75% se l’abitudine alla tintarella viene presa prima dei trent’anni. Gli ulteriori allarmi riscontrati nella ricerca di Altroconsumo sono: Nel 30% dei casi gli occhialini protettivi non sono stati consegnati nonostante l’esplicita richiesta del cliente. Spiegando al cliente che “non sarebbero necessari”. Nel 78% dei casi non è stata posta alcuna domanda sul tipo di pelle della cliente e sul tipo di protezione. In nessun centro è stato consegnato alcun opuscolo informativo sui rischi per la salute e nessuna informativa in cui fossero i citati farmaci fotosensibilizzanti, come antibiotici o antinfiammatori, per evitare l’insorgere di macchie e irritazioni cutanee. Altroconsumo ha inviato una lettera al ministro della Salute perché attivi una serie di controlli sui centri estetici, sulla manutenzione dei macchinari e sulla preparazione del personale.


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