Marrazzo fa la sua Canossa, ma Bertone non commenta

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Mentre continua la scansione dell'hard-disk del pc di Brenda ricompare sulla scena, dopo settimane di silenzio a Montecassino, l'ex governatore del Lazio. E lo fa con una lettera di scusa al Papa. Ma da Oltretevere silenzio

Il caso Marrazzo si profila sempre più come una storia appassionante, in cui si intrecciano elementi drammatici, misterici e, a sorpresa, spirituali. Mentre si cerca di far luce sulla fine di Brenda, la transessuale trovata morta in circostanze ancora da chiarire, che ebbe relazioni col politico romano (e non solo), si è diffusa la notizia che sul suo pc sarebbero stati trovati dei video rilevanti ai fini dell'inchiesta. Ma la notizia vera l'ha fatta, in giornata, il protagonista stesso di questo dramma. Dopo settimane di riflessione a Montecassino, Marrazzo ha voluto vestire i panni del penitente. Ha preso così carta e penna e ha scritto a Benedetto XVI il suo mea culpa. Ma dagli ambienti vaticani, al momento, no comment. Verrebbe da pensare a una nuova edizione di Canossa, se non fossero troppo diversi i tempi, gli uomini, le circostanze. Almeno, se non dopo tre giorni come avvenne a Enrico IV, Marrazzo potrà sperare in un pieno ego te absolvo.

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