Caso Marrazzo: "Brenda ricattava i clienti famosi"

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Lo sostiene un amico della brasiliana. Nel computer della trans ci sarebbero molti filmati che ritrarrebbero personaggi famosi. Il legale di uno dei carabinieri coinvolti: "quello del governatore del Lazio è un complotto"


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Tantissimi file, non tutti andati perduti. Sarebbe questo il "tesoro" nascosto nel computer di Brenda, la transessuale testimone nell'inchiesta sul caso Marrazzo trovata morta il 20 novembre scorso per asfissia da fumo nel suo monolocale di via Due Ponti, a Roma. File che qualcuno, immergendo il computer nell'acqua ha tentato di cancellare.
Tra visibili e andati perduti, i tecnici hanno calcolato che la memoria del pc conterrebbe 60 mila documenti che occuperebbero 130 gigabyte. Una spazio notevole, se si considera che un film occupa mediamente due-tre gigabyte.
Dell'esistenza dei filmati è certo Giorgio T., un amico della transessuale che in un'intervista rilasciata al settimanale Novella 2000, ha parlato di diversi video di medici e politici, alcuni dei quali famosi, filmati dalla transessuale.
L'ex pusher amico di Brenda ha poi affermato che la vittima da tempo collaborava con i carabinieri coinvolti nel caso Marrazzo. Nel frattempo, in un'intervista a La Stampa, uno dei legali degli imputati, Bruno Von Arx, ha detto di avere "la sensazione che i carabinieri siano stati strumentalizzati da una regia diversa. Insomma, si sono ritrovati all’interno di un complotto che aveva come obiettivo politico Piero Marrazzo”.

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