Immigrazione, falsi ricongiungimenti familiari: 45 arresti

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Blitz della polizia di Teramo contro il fenomeno dell'immigrazione clandestina di cittadini cinesi. Numerose le perquisizioni. IL VIDEO DELL'INTERVENTO DEGLI AGENTI DI POLIZIA


45 persone sono state arrestate dalla Polizia questa mattina tra L'Aquila, Pescara, Chieti, Rieti, Ascoli Piceno, Ancona, Macerata, Prato in quanto ritenute componenti di un'organizzazione che favoriva l'ingresso in Italia di cittadini extracomunitari di nazionalità cinese, che altrimenti non ne avrebbero avuto diritto, tramite la procedura del ricongiungimento familiare.

Tra i 45 arrestati nell'ambito dell'operazione denominata "Alba Orientale", attuata all'alba di oggi dalla squadra mobile di Teramo, ci sono anche nove italiani residenti ad Alba Adriatica. Dell'organizzazione facevano parte anche un vigile urbano, il titolare di un'agenzia immobiliare, un geometra, due commercialisti e quattro proprietari di appartamenti.

La maggior parte degli arrestati è cinese. Si tratta di titolari di laboratori artigianali ubicati in Abruzzo, nella zona della Val Vibrata (Alba Adriatica, Nereto, Controguerra, Corropoli, Martinsicuro e San Benedetto del Tronto nelle Marche).
Al fine di favorire il rilascio dei permessi di soggiorno ai cittadini cinesi che venivano impiegati nei laboratori artigianali, gestiti da imprenditori connazionali, i componenti dell'organizzazione, ciascuno con ruoli diversi, provvedeva a fornire gli stessi di falsi documenti fiscali, di residenza, tecnici e retributivi.

La polizia, nel corso delle indagini durate un anno, ha accertato 112 dodici pratiche avviate per il ricongiungimento familiare. Trenta pratiche sono risultate irregolari.

Gli arresti sono stati ordinati dal Gip Marco Billi del Tribunale di Teramo. Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Teramo e all'operazione di questa mattina hanno partecipato le squadre mobili dell'Aquila, Pescara, Chieti, Rieti, Ascoli Piceno, Ancona, Macerata, Prato.

Gli arrestati sono accusati di concorso in attività illecita per favorire l'ingresso in Italia di cittadini cinesi.

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