Caso Brenda, "le trans sanno ma non parlano per paura"

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Le presidentesse dell'associazione Libellula e di Gay Project hanno parlato della vicenda della viado brasiliana coinvolta nel caso Marrazzo, trovata morta nel suo appartamento a Roma e hanno assicurato a SKY TG24 che le trans coinvolte verranno protette

BRENDA, L'ALBUM FOTOGRAFICO

Le due presidentesse delle associazioni gay e trans hanno incontrato questa mattina il capo della squadra mobile di Roma, il dottor Rizzi, raggiungendo un importante accordo che spiega Imma Battaglia, a capo di Gay Project: "Le persone coinvolte in questo caso, oltre a collaborare pienamente con la magistratura, avranno un programma di protezione che tra le altre cose prolungherà il permesso di soggiorno per tutta la durata delle indagini". Leila Daianis, presidente dell'associazione Libellula, invita le trans "a parlare. Ma non pubblicamente. E' necessario collaborare pienamente con la magistratura". Intanto gli inquirenti aspettano i risultati delle indagini scientifiche sul pc della trans Brenda, coinvolta nella vicenda Marrazzo e ritrovata carbonizzata nella propria abitazione. I legali della vittima, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, hanno incontrato il procuratore e parlano di una scena del crimine tutta da chiarire.




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