Alcoa chiude, gli operai occupano lo stabilimento

Lavoratori dello stabilimento Alcoa di Portovesme, un momento della manifestazione dell'11 novembre
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I dipendenti sardi del colosso multinazionale dell'alluminio hanno occupato lo stabilimento di Portovesme in Sardegna dopo l'annuncio della sospensione delle attività di fusione. Alcoa dà lavoro in Italia a 2500 persone

I dipendenti della Alcoa di Portovesme, in Sardegna, hanno "sequestrato" la sede dello stabilimento, contro la decisione del colosso dell'acciaio statunitense di bloccare la produzione: il direttore della fabbrica Marco Guerrini, il vice direttore Sergio Vittori e gli altri dirigenti sono stati trattenuti dai lavoratori in assemblea per chiedere "risposte immediate".

Operai, amministrativi e tecnici della fabbrica, circa 200 persone, si trovano in questo momento nella sala riunioni e hanno deciso che "da questo momento nessuno entra e nessuno esce", afferma Raffaele Loddo, uno degli operai. "Rimaniamo qui sino a quando non troveremo un accordo, non il 25 ma subito. Ci aspettiamo che l'Alcoa accetti quello che ha offerto il governo e che blocchi la dichiarazione di fermata della produzione, perchè se si ferma un solo giorno lo stabilimento di Portovesme è morto".

I lavoratori dell'Alcoa chiedono "risposte immediate" all'azienda e il ritiro del provvedimento di cassa integrazione immediata per lo stabilimento, che è stato annunciato, e chiedono che vengano riprese le trattative. La produzione questa mattina è andata avanti, ma non si sa cosa succederà d'ora in poi: "Bisognerà decidere - dice Loddo - siamo incazzati". Nella fabbrica ci sono già alcuni sindaci di comuni del circondario, come quelli di Carbonia e Iglesias.

Il gigante statunitense dell'alluminio Alcoa ha reagito duramente alla decisione della commissione europea che gli ha chiesto di restituire gli aiuti ricevuti sul prezzo dell'elettricità e ha deciso di sospendere la produzione nei due stabilimenti in Italia annunciando di voler fare ricorso. "Alcoa fermerà temporaneamente la produzione nelle sue due fonderie di Fusina e di Portovesme", dove "duemila dipendenti diretti e indiretti sono interessati" dichiara il gruppo in un comunicato. Alcoa dà lavoro a 2.500 persone in Italia. La sospensione è stata decisa a causa "delle incertezze sulla fornitura di elettricità per i suoi forni di fusione a tariffe competitive e per l'impatto finanziario della decisione della commissione europea" aggiunge il comunicato di Alcoa.

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