Eternit, in rete annunci per i parenti delle vittime

Torino, aprile 2009. Lavoratori davanti a palazzo di Giustizia
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Si apre il 10 dicembre la prima udienza del processo ai vertici della multinazionale svizzera. C'è ancora la possibilità di costituirsi parte civile. Sul web la pubblicazione del decreto che dispone il giudizio

Si apre il 10 dicembre a Torino la prima udienza del processo ai vertici dell'Eternit svizzera. Gli imputati sono il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier de Marchienne.

Quasi tremila tra malati e vittime provocate, secondo l'accusa, dall'amianto lavorato in quattro sedi italiane della multinazionale, ovvero negli stabilimenti di Cavagnolo, Casale Monferrato, Bagnoli, Rubiera.
Molte le persone costituitesi parti civile contro gli ex dirigenti dell'azienda. Molte, forse, quelle che non sanno di avere la possibilità di farlo.

Per questo motivo il Comune di Torino ha creato una apposita sezione sul suo sito dedicata al procedimento a carico degli "effettivi responsabili della gestione della Eternit s.p.a." - stabilimenti di Cavagnolo, Casale Monferrato, Bagnoli, Rubiera.

In formato pdf sono dunque a disposione dei cittadini il decreto che dispone il giudizio; l'elenco parti lese viventi; l'elenco delle parti lese decedute con prossimi congiunti; l'elenco di deceduti senza congiunti con querela; l'elenco di deceduti senza congiunti.

Amianto in italia. Sono 75 mila, in Italia, gli ettari di terreno contaminati da fibre d'amianto e oltre 9 mila i casi di mesotelioma pleurico, il tumore dell'apparato respiratorio causato dall'inalazione di particelle del minerale, bandito in Italia dal 1992. E' il riassunto statistico di Legambiente presentato il 6 novembre alla conferenza nazionale 'Amianto e giustizia'.

Fino al '92, l'Italia era il secondo produttore europeo di amianto, con oltre 3,7 milioni di tonnellate di minerale grezzo estratto, prodotto e commercializzato in tutto il Paese, con alcune situazioni eccezionali: tra queste il milione di metri quadri utilizzati nelle coperture di edifici privati a Casale Monferrato (Alessandria), i 45 milioni di metri cubi di pietrisco di scarto utilizzato nelle vallate vicino alla miniera di Balangero.




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