Caso Cucchi, supertestimone nega violenze carabinieri

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Secondo S. Y. il cittadino del Gambia che condivise con Stefano la cella e ne avrebbe raccolto le confidenze, non ci furono agenti della Fedelissima "tra le persone che, nel Palazzo di Giustizia, picchiarono" il giovane. Trasferiti i tre medici indagati.

Secondo il supertestimone, che dopo l'udienza di convalida d'arresto di Stefano Cucchi condivise con lui la cella, "non c'erano carabinieri tra le persone che, nella cella del Palazzo di Giustizia di piazzale Clodio, la mattina del 16 ottobre picchiarono" il giovane. La testimonianza sarà, sabato prossimo, all'esame del gip Luigi Fiasconaro in occasione dell'incidente probatorio, che è stato disposto per dare forza di prova alla testimonianza. Essa è contenuta in un verbale di ventinove pagine, dove gli stessi inquirenti hanno riscontrato contraddizioni circa la ricostruzione dei fatti.
Intanto sono stati trasferiti i tre medici del Pertini indagati.
Il primario Aldo Fierro, e i medici Stefania Corbi e Rosita Caponetti, già indagati per omicidio colposo e accusati di aver omesso le dovute cure sanitarie a Stefano Cucchi, saranno destinati ad altro reparto.
I tre dovranno anche relazionare sull'accaduto la direzione generale dell'Asl Rm/b dalla quale dipende il reparto.
Ma dalla struttura sanitaria-penitenziaria, oggi, è  emersa una nuova vicenda: quella di un detenuto che si trova in situazioni di difficolta' dopo aver iniziato un sciopero della fame.

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