Studenti in piazza, cortei e proteste

Milano
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Tensioni a Milano. Da Roma a Napoli, da Bari a Torino gli studenti scendono in piazza per la giornata internazionale del diritto allo studio con slogan contro la "Repubblica delle banane". Gelmini: i manifestanti sono per lo più legati ai centri sociali

Manifestazioni di protesta in occasione della giornata internazionale di mobilitazione studentesca. Cortei di studenti universitari e delle superiori in città come Milano, Bari, Roma, Napoli, Torino.

A Milano momenti di tensione tra manifestanti e forze dell'ordine hanno portato al fermo di due giovani simpatizzanti del centro socile Cantiere; nel capoluogo piemontese, uova contro la sede regionale del Ministero. In quello campano, palloncini d'acqua contro il portone della Provincia.
La mobilitazione studentesca ha interessato 50 piazze italiane e mobilitato 150 mila studenti. (vai alla lista di tutte le manifestazioni).

Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commentando le manifestazioni ha dichiarato: "I centri sociali non rappresentano gli studenti italiani". E ha aggiunto: "Gli studenti italiani hanno capito che bisogna avere il coraggio di guardare al futuro, di cambiare la nostra scuola, di fare scelte coraggiose. Riproporre vecchi slogan, come se fossimo ancora negli anni '70 certamente non contribuisce a rendere la nostra scuola più moderna. I manifestanti, per lo più legati al mondo dei centri sociali, non rappresentano certo - conclude il ministro - i milioni di ragazzi che studiano e si impegnano e che sperano di trovare nelle scuola non un luogo di indottrinamento ideologico ma un'istituzione che li prepari a un vero lavoro".

Milano. Due ragazzi sono stati arrestati per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale nell'ambito del corteo  in via Larga. Altri due giovani, una donna dell'area anarchica e uno studente di un centro sociale, risultano invece indagati a piede libero per gli stessi reati.
Nelle fasi iniziali ci sarebbero stati una serie di scontri con tanto di cassonetti ribaltati.

A Roma, gli studenti hanno sfilato invece con caschi di frutta in mano, inneggiando slogan contro la "Repubblica delle banane". Sempre nella capitale, circa trecento allievi delle scuole medie superiori hanno iniziato un sit-in sulla scalinata del ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.

A Torino, invece, dopo il lancio di uova e carta igienica contro la sede regionale del Miur, alcuni manifestanti hanno occupato il rettorato. Lo slogan "Riforma Gelmini: nove mesi per attuarla, non facciamola nascere", ha poi creato numerose polemiche tra i manifestanti e gli studenti della "Giovane Italia", vicini al centrodestra, che hanno parlato di un "attacco vile e volgare" in riferimento alla gravidanza del ministro.

Mobilitazioni anche in Sicilia. A Palermo, gli studenti si sono radunati a piazza Politeama dando via poi ad un corteo che ha attraversato il centro della città fino a Piazza Indipendenza, dove ha sede la presidenza della Regione. Gli studenti siciliani oltre alle richieste dei colleghi nazionali, chiedono l'approvazione di una legge regionale che prevenga l'abbandono scolastico e più aiuti alle fasce deboli.

Il 17 novembre è la giornata internazionale di scuola e università, che quest'anno ha come slogan:
"Education is not for sale", l'educazione non è in vendita. Una mobilitazione che vede coinvolti studenti di tutto il mondo scesi in piazza per contestare le riforme "in favore dell'istruzione privata" e per tutelare priorità quali "l'edilizia scolastica, diritto allo studio, didattica innovativa, democraticità e partecipazione nella gestione delle scuole" (leggi l'appello).

La protesta - a cui hanno aderito l'Unione degli universitari, il coordinamento degli studenti universitari `Link', l'Unione degli studenti e la Rete degli studenti - intende porre all'attenzione dell'opinione pubblica e del governo gli effetti del disegno di legge di riforma già approvato in consiglio dei ministri e ora all'esame delle commissioni parlamentari.


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