Cucchi, la difesa dei medici: è stata morte naturale

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I sanitari indagati per omicidio colposo, si difendono: "Il ragazzo è morto per cause naturali non per nostra negligenza". Per quanto riguarda il supertestimone del pestaggio, i pm temono che possa venire costretto a ritrattare

La famiglia di Stefano Cucchi sa che il ragazzo è morto per le botte ricevute dalla guardie penitenziarie. E' una prima risposta, arrivata dalla Procura. I pm scrivono che gli agenti hanno abusato dei loro poteri, hanno colpito Stefano con calci e pugni. Tre sono accusati di omicidio preterintenzionale. A raccontare delle botte non è stato Cucchi ma un supertestimone: un africano detenuto che si teme possa essere costretto a ritrattare. Intanto i medici indagati insieme agli agenti per la morte di Cucchi si difendono: "E' morto per collasso determinato da cause naturali, non per incuria".

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