Nave veleni, è polemica tra L'Espresso e ministero Ambiente

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Sul sito del dicastero di viale Cristoforo Colombo sono stati pubblicati il materiale fotografico e i filmati, che dimostrano che il relitto a largo di Cetraro non è la Cunsky. Risposta alle inchieste giornalistiche che smentirebbero la versione ufficiale

Il 27 ottobre, sia pur in momenti diversi, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo avevano smentito che il relitto trovato a largo di Cetraro fosse la "nave dei veleni" Cunsky, affermando che si trattava del piroscafo "Catania". Nonostante questo erano state avanzate da più parti riserve, esplose all'indomani delle dichiarazioni al settimanale L'Espresso di Giuseppe Arena, il sub che aveva effettuato un'ispezione dell'imbarcazione: "Il relitto trovato nei mari di Cetraro ha due stive piene e non può essere quello del 'Catania'". Pronta la replica del ministro dell'Ambiente: "Il relitto ha caratteristiche diverse dalla nave Cunsky e non contiene sostanze nocive o radioattive. Si tratta del piroscafo 'Catania', il cui nome è leggibile su una fiancata e sulla poppa del relitto". E per fugare ogni dubbio i relativi filmati saranno pubblicati sul sito del ministero dell'Ambiente.

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