Marrazzo: "I soldi servivano anche per la droga"

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L'ex governatore del Lazio, sentito per oltre due ore dai pm, dice di "non essere mai stato ricattato" e di considerare l'episodio di inizio luglio una rapina di ciò che c'era nel suo portafogli

Piero Marrazzo è stato sentito dal procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli. L'ex presidente della Regione Lazio è stato ascoltato nell'ambito dell'inchiesta sul presunto ricatto attuato nei suoi confronti da 4 carabinieri finiti in carcere. Un quinto militare è indagato.

Nel corso del colloquio con gli inquirenti tenutosi negli uffici giudiziari di piazza Adriana, l'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ha ammesso che l'uso di cocaina negli incontri con i transessuali e che le somme ingenti di denaro servivano appunto anche per la droga. L'ex governatore ha ribadito di "non essere mai stato ricattato" e di considerare l'episodio di inizio luglio una rapina di ciò che c'era nel suo portafogli. Inoltre Marrazzo ha precisato che il giorno dell'irruzione dei carabinieri nell'appartamento di via Gradoli non si sarebbe accorto che qualcuno stava girando un video aggiungendo inoltre di non avere visto in quell'occasione Gianguarino Cafasso, il pusher morto nel settembre scorso. Cafasso tentò di piazzare il video anche contattando Max Scarfone il fotografo del caso Sircana.

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