Facebook, si scusa il leghista di 'Sopprimiamo Franceschini'

Un' immagine di Mauro Manfredini tratta da Facebook
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Mauro Manfredini, consigliere regionale dell'Emilia-Romagna, a proposito della sua adesione al gruppo sul social network spiega: "La parola era usata solo in senso politico, non fisico". Pochi giorni fa sempre sul web era stato preso di mira Berlusconi

Mauro Manfredini, consigliere regionale dell'Emilia-Romagna e comunale della Lega Nord a Modena era iscritto, su Facebook, ad un gruppo dal titolo 'Sopprimiamo Franceschini'. Lui stesso, intervenendo in consiglio comunale lo ha ammesso, scusandosi e offrendo la sua spiegazione. "Mi scuso per l'accaduto - ha detto - ci tengo a spiegare la situazione che si è verificata riguardo la mia partecipazione al gruppo di Facebook 'Sopprimiamo Franceschini'. E' evidente che la parola 'sopprimiamo' viene usata dal punto di vista politico, non fisico. Ritengo che sia ora di abbassare i toni del confronto: sebbene la responsabilità sia mia e me ne scuso, la volontà di decidere l'adesione al gruppo è stata presa a mia insaputa. Ora, comunque, ho provveduto a cambiare password".

Accetta le scuse Dario Franceschini il quale ha personalmente telefonato al consigliere leghista della città emiliana. Il segretario del Pd, si legge in una nota dell'ufficio stampa del partito, "ha preso atto, ringraziandolo, delle scuse e ha detto allo stesso Manfredini di non aver mai pensato che dietro le parole, certo sbagliate, di simili siti internet ci fosse una reale intenzione di trasformarle in atti concreti".

L'episodio è emerso a pochi giorni di distanza della scoperta del gruppo Facebook ‘Uccidiamo Berlusconi’ e quello che ha portato alle dimissioni del giovane dirigente modenese del Pd Matteo Mezzadri che aveva lasciato, sempre su Facebook, un post in cui sembrava auspicare che qualcuno mettesse 'una pallottola in testa' al presidente del Consiglio. Nei giorni scorsi sulla vicenda del gruppo di Facebook contro Berlusconi erano intervenuti anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e quello dell'interno Roberto Maroni.

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