Inchiesta di Bari. Domiciliari per Mannarini

Nella foto Gianpaolo Tarantini
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Il salentino Alessandro Mannarini, amico dell'imprenditore barese Tarantini coinvolto nelle indagini sul giro di escort inviate nelle residenze private del premier Berlusconi,è stato arrestato per concorso in spaccio di sostanze stupefacenti

Su disposizione della magistratura barese la Guardia di finanza ha arrestato per concorso in spaccio di sostanze stupefacenti il salentino Alessandro Mannarini, amico dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini il cui nome è legato alle indagini sul giro di escort inviate nelle residenze private del premier Silvio Berlusconi.

A Mannarini è stato notificato un provvedimento di custodia cautelare firmato dal gip del tribunale di Bari su richiesta del pm inquirente Giuseppe Scelsi. L'arresto, secondo fonti inquirenti, chiude il cerchio sull'indagine relativa all'acquisto e alla cessione gratuita di cocaina agli ospiti dei festini organizzati da Tarantini nell'estate 2008 in Sardegna.
Durante l'inchiesta Tarantini è stato fermato il 18 settembre scorso e posto ai domiciliari tre giorni dopo; prima di lui erano stati arrestati (il 7 agosto scorso) Stefano Iacovelli e Massimiliano Verdoscia, posti ai domiciliari dopo due settimane.

Sono dunque sostanzialmente terminati gli accertamenti istruttori della procura di Bari sulla vacanza  in Sardegna compiuta dal 12 luglio all'11 settembre 2008 da Gianpaolo Tarantini.
Nell'ambito dell'indagine, a carico di sei persone, il 16 ottobre scorso è stato posto agli arresti domiciliari Alessandro Mannarini, amico di 'Gianpi' che sarà interrogato in settimana dal gip.

Nell'indagine sono indagati per concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti tre presunti pusher e tre acquirenti. Questi ultimi sono Mannarini, Tarantini e Massimiliano Verdoscia, finiti uno dopo l'altro agli arresti domiciliari. Sono detenuti presso i propri domicili anche i presunti pusher Onofrio Spilotros e Stefano Iacovelli, mentre è indagato a piede libero 'Nico' il presunto spacciatore che ha confessato di aver venduto a Tarantini, in diverse occasioni, circa 400 grammi di cocaina, poi portata in Costa Smeralda.

A carico di Mannarini ci sono le accuse di Tarantini, Verdoscia e di 'Nico'. I primi due sostengono che Mannarini, quarantenne benestante della Lecce-bene, fece alcuni viaggi per portare la cocaina nella villa che Tarantini aveva affittato per 70mila euro al mese a poca distanza da Villa Certosa. Il presunto spacciatore 'Nico' ha detto invece che in un'occasione Mannarini "ritirò "una fornitura" dal suo negozio nel centro di Bari per conto di Tarantini.

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