Abruzzo, scuola nelle tendopoli. Fuori ci sono solo 5 gradi

Una foto d'archivio della tendopoli di Pianola
1' di lettura

A Pianura circa 80 studenti della scuola elementare fanno lezione nella tendopoli. "La nostra vita è un caos - denuncia un gruppo di genitori - e i nostri figli sono costretti a studiare con uno o due cappotti addosso"

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In Abruzzo fa freddo. In alcuni paesi ci sono solo cinque gradi. Colpa dell’improvvisa ondata di maltempo: pioggia, vento e temperature pungenti hanno fatto scattare l'allarme per la condizione degli sfollati. Sono circa 6 mila e vivono ancora nelle tende, in tutto 2000, sistemate in 60 aree di accoglienza.

Nella tendopoli di Pianola, frazione del comune dell'Aquila, i bambini della scuola elementare, circa 80 studenti per cinque classi, sono costretti a fare lezione "sotto le tende con una due cappotti addosso con una temperatura di soli cinque gradi”, E’ questa la denuncia fatta oggi da un gruppo di genitori che chiede di mantenere l'anonimato. “Prima ci avevano detto che i Map (moduli abitativi provvisori, ndr) sarebbero entrati in funzione oggi – dicono i genitori - poi ci hanno annunciato che ci vogliono tre o quattro giorni. Ma lì c’è ancora un cantiere. La nostra vita è un caos ed i bimbi sono costretti ad andare a scuola in condizioni scandalose".

Dopo la durissima notte appena trascorsa, la protezione civile nazionale sta studiando misure per accelerare il piano di chiusura delle tendopoli, ma nell'immediato rimette in campo la campagna di sensibilizzazione rivolgendo un appello ad accettare una sistemazione provvisoria in albergo alle persone a cui è già stato assegnato un alloggio antisismico prefabbricato.

In un primo momento, il piano di chiusura delle 171 tendopoli si sarebbe dovuto concretizzare entro fine settembre, anche se poi il tutto è slittato per la paura scattata per la forte scossa di qualche settimana fa e per la richiesta di sindaci e cittadini di rimanere in tenda per andare direttamente nelle casette antisismiche ed evitare il passaggio intermedio in albergo. Da maggio ad oggi - secondo quanto riferito dalla protezione civile - sono state circa 110 le aree di accoglienza chiuse.

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