Omofobia, la Camera boccia l'aggravante dei reati

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Con 285 voti a favore, 222 contrari e 13 astenuti la Camera ha accolto la pregiudiziale di costituzionalita' presentata dall'Udc alla proposta di legge di Pd e Italia dei Valori, che proponeva l'introduzione nel nostro ordinamento dell'omofobia come ci

L'Aula di Montecitorio ha "affossato" il testo che proponeva l'introduzione nel nostro ordinamento dell'omofobia come circostanza aggravante dei reati.

Con 285 voti a favore, 222 contrari e 13 astenuti la Camera ha dunque accolto la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'Udc alla proposta di legge sull'omofobia di Paola Concia del Pd, Antonio di Pietro e Federico Palomba di Italia dei Valori.

Non si procederà quindi all’esame del provvedimento che inseriva tra le aggravanti i fatti commessi "per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato".
La proposta bocciata prevedeva la modifica dell'articolo 61 del codice penale, introducendo la circostanza aggravante relativa all'orientamento o alla discriminazione sessuale.

La pregiudiziale di costituzionalità è stata presentata dall'Udc dopo che l'Aula aveva bocciato la richiesta avanzata dalla maggioranza di riportare il provvedimento in commissione per rivedere il testo. 
A quel punto anche il centrodestra si è schierato con i centristi: Carolina Lussana, della Lega, ha sottolineato i profili di contrasto con l'articolo 3 della Costituzione, mentre il capogruppo del Pdl, Italo Bocchino, ha ricordato che in base al trattato di Lisbona andrebbe inserita nell'ordinamento la sanzione anche delle discriminazioni basate sull'età o sullo stato di salute.

Per questo, ha spiegato, la maggioranza aveva proposto il ritorno in commissione per arrivare ad un testo più organico. Bocchino ha perciò chiesto che, in caso di bocciatura del provvedimento in discussione, come poi è avvenuto, il Governo presentasse un ddl che disciplini in maniera completa la materia delle discriminazioni.

L'Udc aveva inizialmente chiesto il voto segreto, ma la richiesta è stata ritirata "per coerenza" dal capogruppo Pier Ferdinando Casini dopo che Italo Bocchino del Pdl ha spiegato le ragioni per cui il suo gruppo aveva votato contro il rinvio del testo in commissione.

"Mi vergogno di far parte di questo Parlamento". Anna Paola Concia esce furibonda dall'aula della Camera, che ha appena bocciato per incostituzionalità la proposta di legge sull'omofobia di cui la deputata Pd era relatrice. Concia ne ha per tutti: il Pdl, che "ha detto bugie"; ma anche per il suo gruppo, che "senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in commissione".


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