L'Aquila, lavori ancora fermi nelle case inagibili

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Sono ancora fermi i lavori nelle case classificate come "B" o "C", ovvero quelle parzialmente o temporaneamente inagibili. Nella maggior parte dei casi basterebbero pochi interventi per farle tornare ad essere agibili

Sembravano quelle più semplici da ricostruire, anche se non tutte presentano poche crepe e lavori di poco conto. Sono le case classificate come B o C, ovvero quelle temporaneamente o parzialmente inagibili, che ad oggi sono praticamente come erano il giorno dopo il sisma del 6 aprile scorso: stessi danni, stessi problemi strutturali, stesse crepe, stessi infissi pericolanti. Eppure la gente, di nascosto, qui torna a dormire. Fuori, i muri sembrano pericolanti, il cemento è caduto, le scale salgono e scendono fra polvere e macerie. Eppure, entrando in un appartamento lo si trova praticamente intatto. Una circolare emanata da poco prevede che, in attesa dei lavori veri, un tecnico può garantire l'agibilità in corso d'opera. Ma ci si può fidare? Si può far finta di nulla e riprendere a vivere in una casa dove non solo mancano luce e gas, ma che è stata dichiarata inagibile? Come mai simili ritardi? Al Comune dell'Aquila sono state presentate circa 1.200 domande di riparazione. Ne aspettano da 12mila a 16mila. Il Governo ha stanziato 20milioni e promesso la ricostruzione totale per tutte le prime case. 600, fino ad ora sono stati i progetti approvati ma i finanziamenti non si sono visti.

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