"In alcuni tratti il fango arrivava fino alla vita"

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Il capitano dei Carabinieri Luca Ciabocco sbarcato a Messina giovedì sera durante la violenta alluvione racconta il suo primo giorno di servizio in Sicilia. E’ appena stato trasferito da Gorizia

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“Giovedì 1 ottobre, sono le 19. Sono appena sbarcato dal traghetto di Messina. Mi hanno trasferito a Enna, da Gorizia. Dovrei iniziare a prestare servizio venerdì 2 ottobre”.

A parlare è il Capitano dei Carabinieri Luca Ciabocco, arrivato in Sicilia proprio durante il violento nubifragio che si è abbattuto su Messina.

“Sono al volante della mia auto lungo la statale Messina-Catania quando all’altezza di Giampilieri Marina sono costretto a fermarmi. Fuori piove e le auto sono in coda. Nessuno si muove. L’acqua ha invaso la strada. E in alcuni punti raggiunge i 30 cm. Anche alle mie spalle l’acqua sale, ormai non posso andare né avanti né indietro.

Presto i primi soccorsi agli automobilisti bloccati sulla statale. Ci sono alcune macchine e due pullman di turisti stranieri. Circa 200 persone e per la maggior parte anziani.

Siamo in tutto in 6, ci sono i colleghi della Stazione Carabinieri di Giampilieri e quelli dei vicini comandi giunti sin lì passando per la spiaggia. Ci occupiamo di due persone ferite da un albero che ha colpito la loro vettura. Poi aiutiamo i turisti a scendere dal pullman, li accompagniamo a piedi al convento di Giampilieri Marina, che dista 600 metri. E’ il posto allestito per accogliere le persone.

Ci mettiamo diverso tempo a trarre in salvo tutti i 200 passeggeri dei pullman perchè la strada è impraticabile e siamo costretti a passare dal bosco. Fuori continua piovere. Ormai è buio e ci si aiuta con le torce.

Arrivano i militari dell’Esercito, a piedi ci dirigiamo verso Giampilieri Superiore, uno dei luoghi più colpiti dall’alluvione. 1.500 metri tutti in salita. Al buio. Sotto la pioggia. In mezzo al fango. E con colleghi che ancora non conosco.

L’impatto con quel paese immerso nel fango è forte. In quei momenti provi emozioni forti. Ma se ti lasci prendere, comprometti la tua efficienza e perdi di vista il tuo obiettivo. Che è la messa in sicurezza delle persone.

Quando arrivo a Giampilieri non ci sono più strade, tutto attorno solo fango. E c’è anche il timore di nuovi smottamenti. Non si riesce a capire dove finisce una casa e dove inizia l’altra. E’ tutto coperto dalla terra, dal fango. E in alcuni punti si affonda fino alla vita.

La zona più critica è quella del cratere creato dallo smottamento della montagna. Lì, dopo aver rimosso a fatica fango e pietre, abbiamo tratto in salvo 4 persone rimaste intrappolate sotto le loro abitazioni. Sentivamo solo i loro lamenti.

A poco a poco accompagniamo la gente nella scuola che si trovava dall’altra parte della città. Li trasportiamo in barelle. Li sosteniamo per non farli cadere nel fango. I bambini, invece, li prendiamo in braccio.

Non conosco quei luoghi, né i miei colleghi. Sono appena arrivato in Sicilia. Ma i colleghi di Messina sono eccezionali. Ci bastano pochi minuti per capirci al volo. Sembriamo subito una squadra.

In quelle ore ci occupiamo anche delle vittime. Bisogna estrarle dal fango per il riconoscimento. E portarle vicino alla scuola che ospita gli sfollati. Una delle poche zone sicure.

In quei momenti non puoi lasciarti prendere dalle emozioni. Se non resti lucido il tuo intervento è meno efficace, devi tenere a freno le emozioni. E poi magari scaricarle la sera. In un altro posto. Quando si è lontano”.

Venerdì 2 ottobre, verso le 18, è stata riaperta l’autostrada. Dopo 24 ore il Capitano dei Carabinieri Luca Ciabocco lascia Giampilieri e raggiunge il Comando Provinciale Carabinieri di Enna per prendere servizio.

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