Messina: le telefonate della tragedia

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Molte e drammatiche le chiamate che sono arrivate per chiedere soccorsi a polizia e carabinieri. Eccone alcuni stralci

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"Sono Briguglio, chiamo da Giampilieri superiore, il paese è cancellato dalle frane, ci sono morti". E' una delle tante telefonate che la sera del 1 ottobre sono arrivate ai centralini del 113 e dei Carabinieri di Messina; parole concitate di uomini, donne e anziani che chiedono aiuto o, semplicemente, cosa fare davanti alla massa di fango. Al carabiniere che gli dice di non allarmarsi, l'uomo risponde: "Ci sono due morti sotto il mio balcone di casa, sono nel fango. E guardi che non sono solo questi. Noi non siamo allarmati, ma terrorizzati". "E' la fine del mondo - urla una donna nella cornetta del telefono - siamo sott'acqua, il fango è arrivato al secondo piano, è una situazione veramente drammatica. non c'è luce, ci sono crolli".

Il tenore delle telefonate è sempre lo stesso: paura e richieste di aiuto, immediato. "Mia figlia è bloccata in casa con una bambina di otto anni - spiega una signora anziana di Giampilieri al poliziotto che le risponde. La casa trema ed è tutta allagata. Si chiama Gangemi Maria Gabriella, abita in via placida numero 1. C'è tutta acqua, è tutto franato, non si può uscire, acqua e fango, è tutto franato". Parole ripetute da un signore che non si presenta ma che esprime concetti chiarissimi:"c'è stata una frana tremenda sono cadute le case in via Vallone Puntale, ci saranno morti e feriti venite subito". "E' caduta tutta la montagna - racconta piangendo una donna - tutte le case sono distrutte. C'è la gente dentro, aiutateci, abbiamo le porte bloccate".

E sempre da Giampilieri superiore chiama il signor Pellegrino e con voce pacata dice al carabiniere: "Portate qualche mezzo, nella strada c'è un buco. Sotto il ponte è tutto otturato, ci vuole l'elicottero, io non so cosa fare". A quel punto si sente una voce da dentro la casa che forse suggerisce di prendere l'auto. E l'uomo risponde:"Casa o auto, non so che fare". Anche il militare non ha molti suggerimenti da dare: "speriamo che non cada". Il signor Pellegrino continua a chiedere ai suoi interlocutori in casa "fuori, fuori dove?". E poi aggiunge, "con i miei figli?". Quanti anni hanno i suoi figli?, chiede il carabiniere. "Uno 15 e uno 12".

Telefonate arrivano anche dagli altri villaggi e paesi colpiti dall'alluvione, da Scaletta Zanclea a Briga e Santa Margherita: "correte, stiamo allagando" dice un uomo. E un altro aggiunge: "siamo tutti allagati, c'è un metro d'acqua nella strada". Da Briga Superiore chiama un uomo in preda al panico e quasi piangente: "aiuto, è crollata la mia casa, mia moglie è sotto. Ho due bambini. Sono al di là del fiume. Venite con l'elicottero". Dalla frazione di Scaletta Zanclea, Guidomandri, ancora oggi non raggiungibile via terra, arrivano richieste d'aiuto: "siamo nei guai, l'acqua ci sta portando via, le strade sono allagate, ci sono tre, quattro metri di fango".

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