Lodo Mondadori, le tappe della vicenda

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Un acerrimo scontro finanziario tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti. Una vicenda giudiziaria dagli importanti risvolti politico che promette ancora colpi di scena

E' il 25 gennaio del 1990 quando la famiglia Formenton, erede di Arnoldo Mondadori, cede il controllo della casa editrice a Silvio Berlusconi. Carlo De Benedetti impugna l'accordo, sostenendo che i Formenton si erano impegnati a cedere l'azienda a lui. Il 20 giugno dello stesso anno un collegio arbitrale dà ragione a De Benedetti e gli assegna il controllo della Mondadori. Sei mesi più tardi la corte d'appello di Roma annulla il lodo emesso dal collegio arbitrale e la casa editrice di Segrate torna in possesso di Berlusconi. Un accordo successivo tra di due contendenti assegna il settore libri e periodici a Berlusconi e il quotidiano La Repubblica insieme al settimanale L'Espresso a De Benedetti. Il 12 marzo 1996 però un fatto scompiglia le carte: il giudice romano Renato Squillante viene arrestato per aver distribuito tangenti per conto della Fininvest. Tra le sentenze comprate, secondo l'accusa, quella sul lodo Mondadori. Al termine di un lungo e complesso percorso giudiziario, nel 2007 la Corte di Cassazione condanna definitivamente Cesare Previti, avvocato di Berlusconi, per aver corrotto con soldi della Fininvest la corte d'appello di Roma che tolse la Mondadori a De Benedetti. Da qui nasce il maxi risarcimento che ora un giudica milanese ha fissato in 750milioni di euro.

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