Scuola, niente vestiti sexy a Napoli

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Lo ha deciso il nuovo preside del Liceo Classico Umberto I Ennio Ferrara. No anche a cellulari e I-pod, nessun ingresso fuori orario, niente più jeans a vita bassa, né pinocchietti, né scollature

Abbigliamento rigoroso, niente cellulari e I-pod; nessun ingresso fuori orario, niente più jeans a vita bassa, né pinocchietti, né scollature. Ovviamente niente fumo, e stop anche a pizzette, panini e tutto quanto possa offendere il decoro del liceo più prestigioso di Napoli: quel Umberto I che ha annoverato tra i suoi studenti più illustri anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Le "nuove" regole sono state fortemente volute dal preside Ennio Ferrara, che dal 1 settembre si trova alla guida del Liceo napoletano. Naturalmente il nuovo corso ha già scatenato la rivolta degli studenti."Pensiamo di convocare un'assemblea d'istituto per decidere cosa fare", dice L.,scarpe da ginnastica e pinocchietto, uno degli indumenti proibiti:"Non m'interessa cosa dice il preside, lo indosso comunque".

Ferrara, ex insegnante di italiano e latino e preside da 25 anni, precisa che le sue circolari non sono affatto nuove, ma "rispolverano il regolamento scolastico già esistente". "Chiedo solo il rispetto delle regole da parte degli alunni e degli insegnanti". E spiega anche il perché di questa sua esigenza di disciplina e rigore: "Una mattina ho incontrato un alunno con la biancheria intima in bella mostra, altri con le infradito e i pinocchietti, e anche un'insegnante parecchio scollacciata. A quel punto ho soltanto voluto ricordare con una circolare che ci sono dei limiti che non vanno oltrepassati. Ne va del decoro del nostro istituto”.

Altrettanto chiara la reazione degli studenti che hanno affidano soprattutto a Facebook le loro reazioni."Scioperiamo", propone A. Z., aggiungendo una serie di "o" finali, forse per rafforzare il concetto. G.D.E. è più drastico: "Facciamo una rivoluzione", e fa seguire la frase da una "faccetta" sorridente."E' un buon motivo per occupare?", chiede V.S., "Questa scuola non e' un carcere", scrive un ragazzo. M., terza liceo, poi precisa che le ragazze dell'Umberto non hanno l'ombelico scoperto, "che tra l'altro non è più di moda" e che il preside "non distingue i sandali dagli infradito”

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