Savoiagate, Vittorio Emanuele: "Sono amareggiato"

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Il gup di Potenza Luigi Barrella ha rinviato a giudizio, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici funzionari, il figlio dell'ultimo re d'Italia. Delusione da parte del principe ma anche grande fiducia

Amarezza e delusione sono i sentimenti provati dal figlio dell'ultimo re d'Italia, rinviato a giudizio per associazione a delinquere. Torna così alla ribalta il caso Savoiagate che, nel 2006, lo aveva visto in manette in quanto considerato, dall'allora pm di Potenza Woodcock, mente d'un'holding del malaffare impegnata nel settore del gioco d'azzardo. Secondo l'accusa Vittorio Emanuele avrebbe corrotto, insieme ad altre persone, pubblici funzionari per ottenere certificati necessari all'utilizzo di "macchinette mangiasoldi". Attraverso il suo legale ha fatto sapere di essere fiducioso "nell'accertamento dei fatti".

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