Bagnasco: la politica sia sobria e misurata

Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco
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Il presidente della Cei parla di un'Italia "ciclicamente attraversata da un malessere tanto tenace quanto misterioso", lanciando un monito a "chiunque accetta di assumere un mandato politico". E sull'attentato di Kabul parla di "strage"

Un'Italia "ciclicamente attraversata da un malessere tanto tenace quanto misterioso, che non la fa essere talora una nazione serena". Così il presidente della Cei Angelo Bagnasco ha definito la situazione politica e sociale del nostro Paese.
Nel discorso che ha aperto i lavori del Consiglio episcopale permanente,il cardinale si è detto convinto della necessità "che chiunque accetti di assumere un mandato politico sia consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda". "Come vescovi di questo amato Paese - ha aggiunto - sottolineiamo anche noi con il Papa l'importanza dei valori etici e morali nella politica ad ogni livello e invitiamo tutti - singoli, gruppi, istituzioni a guardare avanti, a far tesoro dell'esperienza con una capacità di autocritica che sia in grado di superare un clima di tensione diffusa e di contrapposizione permanente che fa solo male alla società".
Bagnasco è poi tornato sul caso delle dimissioni del direttore di Avvenire Dino Boffo: "E' ancora vivo in noi un passaggio amaro che, in quanto ingiustamente diretto a una persona impegnata a dar voce pubblica alla nostra comunità, ha finito per colpire un po' tutti noi: la gravità dell'attacco non può non essere ancora una volta stigmatizzata, come segno di un allarmante degrado di quel buon vivere civile che tanto desideriamo e a cui tutti dobbiamo tendere".
Il presidente dei vescovi ha inoltre espresso "profondissimo cordoglio per i sei soldati italiani caduti, vittime di un attentatore suicida", ricordando inoltre la morte di "una decina di civili afgani": per questo - ha commentato - "non è esagerato parlare di strage, tanto più assurda se si pensa ai compiti assolti dalla forza internazionale che opera in quel Paese e allo stile da tutti apprezzato con cui si muove in particolare il contingente italiano".
Quanto al problema immigrazione, Bagnasco ha ricordato che le "esigenze di legalità e sicurezza dei cittadini" non possono essere disgiunte "dalla garanzia dei diritti umani riconosciuti nell'ordinamento nazionale e internazionale".

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