Vaticano, no a insegnamento multiconfessionale nelle scuole

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E' stata resa nota una lettera che il prefetto della congregazione per l'Educazione cattolica ha indirizzato, in data 5 maggio, ai presidenti delle conferenze episcopali sull'ora di religione

A pochi giorni dall'apertura delle scuole e, soprattutto, dopo le polemiche per la sentenza dal Tar del Lazio che esclude i professori di religione dagli scrutini, è stata resa nota una lettera che, in data 5 maggio, il card. Zenon Grocholewski, prefetto della congregazione per l'Educazione cattolica, ha indirizzato ai presidenti delle conferenze episcopali sull'"insegnamento della religione nelle scuole". Suddiviso in quattro punti, il breve documento depreca, in realtà, sì la sostituzione dell'ora di religione con un insegnamento di tipo multiconfessionale ma solo nel caso in cui questo "è in contrasto con le scelte e l'indirizzo educativo" che il genitore intende dare ai propri figli. Oltre al monito di non marginalizzare l'ora di religione, cui riconoscere lo status di disciplina scolastica vera e propria, la lettera viene, in pratica, a ribadire tanto "la libertà di scelta della scuola" quanto "la libertà di ricevere, nei centri scolastici, un insegnamento religioso confessionale che integri la propria tradizione religiosa nella formazione culturale e accademica propria della scuola". Nonostante le varie precisazioni e sottili distinzioni, il nuovo documento d'Oltretevere è destinato a far divampare le polemiche.

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