Firenze, immigrato si cuce la bocca e viene rimpatriato

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Mentre non si calmano le proteste nel carcere di Sollicciano per il sovraffollamento, un detenuto marocchino è giunto a un gesto estremo per ottenere quanto gli spettava per legge. Solo allora la magistratura ha accolto la sua richiesta

Benché avesse pieno diritto a usufruire della norma di legge che prevede la possibilità del rientro in patria dei detenuti stranieri qualora manchino da scontare due anni, la richiesta costante di rimpatrio da parte di un marocchino, in carcere a Sollicciano, non veniva mai accolta. Esasperato, è giunto a un gesto estremo quale il cucirsi la bocca e ha ottenuto così dalla magistratura quanto per legge gli spettava. Proprio da Firenze, nel frattempo, giungono autorevoli riserve sul reato di clandestinità. Il coordinatore dei Giudici di Pace del capoluogo toscano, Alfredo Iorio, ha definito infatti contraddittoria la norma che dovrebbe prevedere l'espulsione degli irregolari.

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