Forsyth, a Buccinasco a scuola di 'ndrangheta

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Il noto scrittore ha trascorso alcuni giorni nel comune della provincia di Milano considerato il regno della mafia calabrese. Una settimana di studio per il suo prossimo libro: un thriller sulla cocaina

“Vuole conoscere la ‘ndrangheta? Vada a Milano. E a Buccinasco”. Questo il consiglio dato dall’Fbi a Frederick Forsyth, uno dei più famosi autori al mondo di spy story, che avrebbe scelto come tema del suo prossimo romanzo il traffico mondiale di cocaina. Detto fatto. Sfidando i 40 gradi di questo torrido ferragosto milanese, lo scrittore è approdato in Lombardia. La notizia è riportata oggi dal Corriere della Sera.

Frederick Forsyth ha trascorso una settimana nella provincia di Milano. Ha visitato i luoghi simbolo della ‘ndrangheta, i locali sequestrati e le ville dei boss. Ha parlato con i carabinieri del Ros, con i poliziotti della narcotici, con i magistrati. “Abbiamo spiegato la struttura familistica delle cosche, il loro lavorare sotto traccia. Il loro essere invisibili e invincibili” ha raccontato al Corriere della Sera un carabiniere del Raggruppamento operativo Speciale. Poi, lo scorso lunedì, lo scrittore autore di best seller come Il giorno dello sciacallo o Dossier Odessa, è andato a Buccinasco, comune della provincia di Milano considerato la capitale settentrionale della malavita calabrese. Qui ha incontrato l’ex sindaco Maurizio Carbonera, più volte minacciato dai boss con proiettili spediti a casa e auto bruciate.

Tra le tappe del “tour” il buco dove fu tenuta prigioniera Alessandra Sgarella, l’imprenditrice milanese sequestrata l’11 dicembre del 1977, il garage dove nel 1988 fu tenuto nascosto dai suoi rapitori Cesare Casella e il cavalcavia della tangenziale sotto il quale 4 anni fa sbucarono due bazooka che dovevano servire per far saltare in aria l’auto del magistrato Alberto Nobili.

A Buccinasco Forsyth “ha osservato i gesti, i volti, le camicie rigorosamente bianche e aperte sino al terzo bottone. Ha ascoltato accenti incomprensibili, annotato con pazienza i gesti di questi giovani boss” scrive il Corriere della Sera.

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