Un'altra vittoria operaia: giù dalla torre, la Cim è salva

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Sospesa l'ordinanza di sgombero del terreno che avrebbe costretto alla chiusura lo stabilimento. Come alla Innse di Milano, i lavoratori si erano messi in gioco per conservare il posto di lavoro

Alle 15,30 i tre operai della Cim che erano ancora asserragliati su una torre alta 37 metri per protesta, sono scesi. Giuliano, portavoce per quattro giorni, non ha retto all'emozione, e si è lasciato andare ad un pianto liberatorio dopo aver detto: "Abbiamo ottenuto un mezzo successo e speriamo il 3 settembre di andare avanti".
Gli operai sono molto soddisfatti perché è stata sospesa l'ordinanza di sgombero dal terreno di proprietà del Comune di Marcellina che di fatto avrebbe costretto la Cim a chiudere lo stabilimento. Contemporaneamente è stata convocata per il 3 settembre alle 11 nella sede della Regione Lazio, la Conferenza dei servizi che avrà il compito di affrontare l'intera vicenda: annullamento o meno del bando per il contratto d'affitto; eventuale rinnovo del contratto d'affitto alla Cim; riapertura della cava, bloccata da quasi due anni; accertamento di eventuali danni ambientali compiuti dalla Cim per l'attività estrattiva nel corso degli anni.
I sindacalisti lo hanno definito "un accordo che seppur parziale consente di chiedere ai lavoratori di scendere dalla torre". Per uno dei proprietari dell'azienda Massimo Bernardoni si tratta "di un risultato positivo anche se ci aspettavamo di più. In particolare pensavamo che venissero accettate le condizioni economiche per il rinnovo del contratto d'affitto, non collegandole alla vicenda dell'attività estrattiva". Quanto al sindaco Alfredo Ricci "si sta procedendo sulla strada che è percorribile tesa a chiarire quali sono le norme e le tracce da seguire e che ci illumini anche come amministratori".
La protesta era cominciata lunedì con sette operai, quattro erano scesi via via, uno, Paolo, la scorsa notte si era sentito male: tutti hanno festeggiato i colleghi ed in molti degli oltre 40 dipendenti presenti hanno urlato: "Bravi, bravi". E poi è stato un continuo carosello di abbracci: tra operai; tra operai e proprietari, Massimo ed Ines Bernardoni; tra operai e sindacalisti. Tutti sereni di poter da domani andare in vacanza - la ditta chiude per ferie - e tornare il 24 agosto in ditta certi di avere ancora un posto di lavoro.
I tre operai hanno ammesso: "Per l'emozione ci siamo dimenticati di telefonare agli operai della Innse, ma adesso rimedieremo subito chiamandoli". Ora hanno due soli immediati desideri: una doccia desiderata da quattro giorni e dormire, finalmente nel proprio letto.

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