Ucciso a pugni, la madre: vogliamo vera giustizia

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Dolore e rabbia tra i parenti di Antonio Di Meo, il 23enne rimasto ucciso in una lite a Martinsicuro. "Nessun perdono", dice la sorella della vittima. Nel frattempo sono stati convalidati i fermi per i due minorenni accusati

Vogliono giustizia, la pretendono. Altrimenti dicono di essere pronte a farsi giustizia da sole. Sono la madre e la sorella di Antonio De Meo, il 23enne ucciso a pugni a Martinsicuro, nel Teramano. Per l'omicidio sono stati arrestati due minorenni e il padre di uno di loro, tutti italiani di origine rom. "Sono persone senza cuore - attacca la sorella di De Meo - anzi sono delle bestie. Hanno ucciso mio fratello come un cane". Ancora più dura la mamma, che non nasconde di essere sotto choc: "Vogliamo giustizia", dice pensando alla perdita del figlio e augurandosi di non trovarsi davanti per strada i suoi assassini: "Dovrebbero impiccarli". Nel frattempo per i due ragazzi, accusati dell'efferato delitto, è stato confermato il fermo.

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