Roma, Cim. Gli operai: Innse ce l'ha fatta, ora tocca a noi

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Sono quattro gli operai rimasti sulla torre miscelatrice a 37 metri di altezza. La protesta è dovuta a un contenzioso con il Comune che ha scelto di fare un bando pubblico per affittare il terreno dove sorge la Cim

"Innse ce l'ha fatta, ora tocca a noi". E' lo striscione che stamani hanno affisso gli operai della Cim sulla torre miscelatrice dello stabilimento, dove da lunedì sono accampati ad un'altezza di 37 metri per scongiurare la chiusura della loro azienda.

"Stanotte, poco dopo la mezzanotte, - ha raccontato Giuliano - abbiamo ricevuto una telefonata: erano gli operai della Innse che ci avvertivano che l'accordo era stato firmato e stavano per scendere dalla gru. E da Milano è partito un grande applauso di incoraggiamento dedicato tutto a noi. E' stato bellissimo, siamo stati contenti e ci siamo davvero emozionati. Ora speriamo che la situazione si risolva anche per noi".
Dopo la seconda notte sulla torre "dove fino a mezzanotte - ha spiegato Giuliano - ha fatto caldissimo. Poi è arrivato il freddo", gli operai stamani hanno ricevuto la visita di un medico del 118 e dei vigili del fuoco. "Ci è stato spiegato - ha aggiunto - che nel caso uno di noi si sentisse male, i vigili del fuoco dovrebbero tagliare parte della tettoia. Ma noi stiamo tutti bene, anche se stanchi e affaticati dal sole".

Oggi a Marcellinaè un giorno di attesa. Attesa che il Consiglio comunale, convocato alle 18, decida di trovare una soluzione per annullare il bando di gara per l'affitto del sito dove sorge l'azienda e decida di rinnovare alla Cim il contratto di affitto.

La protesta romana ha origine da un contenzioso con il Comune di Marcellina che ha scelto di fare un bando pubblico per affittare il terreno dove sorge la Cim, invece di dare seguito ad un accordo raggiunto nel 2008 nella prefettura di Roma.
Sette operai, per protesta, sono saliti sulla torre miscelatrice a 37 metri di altezza. In seguito alla notizia della convocazione straordinaria del Consiglio comunale prevista per oggi gli operai hanno attuato quello che definiscono "un gesto di buona volontà"': alle 16 di ieri tre di loro, Enzo, Gianfranco e Luciano sono scesi.

Sulla torre rimangono Giulio, Giuliano, Paolo e Luca: "ci auguriamo - hanno dichiarato - che venga deciso di annullare il bando di gara e che la decisione venga ratificata dalla Prefettura. Vogliamo pensare positivo e se così sarà, giovedì scenderemo e faremo i salti di gioia".

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