Violante: Mori cercò un incontro con me e Ciancimino

1' di lettura

Continuano le novità sull'inchiesta relativa al ruolo che i servizi segreti avrebbero avuto nel periodo dello stragismo mafioso. Ora la questione si fa politica e passa al Copasir, il Comitato che vigila sugli 007

Il caso Borsellino e le stragi mafiose del '92-'93 come un film giallo con tanti protagonisti, molti conosciuti, alcuni nuovi, che fanno vacillare l'impianto processuale costruito in 17 anni di indagini. E oggi a tremare è anche la politica. Perché in questa storia da una parte c'è Cosa Nostra, dall'altra non meglio identificati mandanti occulti. E poi ci sono gli 007. A metà strada, invece, con il ruolo di intermediari, ci sono l'ex sindaco mafioso di Palermo e alcuni esponenti dei Ros. Mario Mori per esempio, che avrebbe tentato per ben tre volte, nel '92, di convincere l'allora presidente parlamentare dell'antimafia Luciano Violante ad incontrare, privatamente, don Vito Ciancimino.

Per approfondire:

Paolo Borsellino. 17 anni dopo si cerca ancora la verità

Facebook: le idee di Borsellino camminano sulle nostre gambe

Leggi tutto