Via Rasella, partigiani non furono massacratori

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Lo stabilisce una sentenza della Cassazione. E' stata così accolta la richiesta della figlia di uno degli autori dell'attentato avanzata contro il quotidiano "Il Tempo" che usò quell'espressione nel 1999 in un articolo

E' stato un atto di guerra legittimo. Chi vi ha preso parte non può essere chiamato massacratore di civili. E' la Cassazione a pronunciarsi sull'attacco partigiano del 23 marzo del 1944 in cui persero la vita 33 soldati nazisti e a cui seguì la strage delle Fosse ardeatine in cui vennero uccise 335 persone. La sentenza arriva dopo 10 anni e segue una denuncia contro il quotidiano "Il Tempo", che aveva usato proprio questa espressione per definire i gappisti romani. A portare avanti la causa Elena Bentivegna, figlia di Carla Capponi e di Rosario Bentivegna, tra gli autori dell'attentato.

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