Borsellino, Mancino: nessun patto dello Stato con la mafia

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Ieri la commemorazione della morte del magistrato e della sua scorta, tra le polemiche per l'assenza delle istituzioni e le indiscrezioni sulla nuova indagine della procura di Caltanissetta. Sconvolgenti le parole di Riina: "Lo hanno ucciso loro"

"Lo hanno ammazzato loro". Il messaggio inviato all'esterno dal capo di Cosa Nostra piomba inevitabilemnte sul 17 anniversario della strage di Via D'amelio. Altro fuoco sulle ultime indiscrezioni che parlano di una svolta nelle indagini sull'eccidio del 92: a volere l'eliminazione del giudice sarebbero stati apparati istituzionali. Gli fa eco il procuratore aggiunto di Palermo, Ingroia: se Riina ha intenzione di dare un contributo alla scoperta della verità sappia che siamo pronti ad ascoltarlo. "O l'hanno ucciso perchè non voleva la trattativa tra Stato e mafia, o proprio per costringere lo Stato a venire a patti", dice il procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari che ha riaperto l'indagine sulla strage. Gli fa eco il procuratore aggiunto di Palermo, Ingroia: se Riina ha intenzione di dare un contributo alla scoperta della verità sappia che siamo pronti ad ascoltarlo. Parole definite torbide da Giancarlo Caselli, alla guida della procura di Palermo poco dopo le stragi del 92 fino al 2000. E sulla presunta trattativa tra mafia e stato, le richieste che Cosa nostra presentò allo Stato in cambio di uno stop alla stagione delle stragi, l'allora ministro dell'Interno oggi vice presidente del Csm, Nicola Mancino, chiarisce: qualcuno l'avrebbe voluta, ma noi l'abbiamo sempre respinta. 

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