Facebook: le idee di Borsellino camminano sulle nostre gambe

Un'immagine storica di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Fonte: Facebook
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A 17 anni dalla strage di Via D'Amelio gli utenti celebrano il giudice, citano le sue frasi più celebri e, soprattutto, chiedono giustizia. Ma tutti, anche i più giovani, ricordano dove si trovavano quel 19 luglio del 1992

di Chiara Ribichini

“Grazie per aver cercato di offrirci un mondo migliore... grazie infinitamente grazie....”, scrive Anna Maria sulla pagina di Facebook Paolo Borsellino.
Quando è stato ucciso, Facebook non esisteva. Eppure oggi, 17 anni dopo, anche sul social network si celebra il ricordo del magistrato amico e collega di Giovanni Falcone che la mafia fece saltare in aria in Via D’Amelio il 19 luglio di quella maledetta estate palermitana di bombe e terrore.
La pagina intitolata a suo nome sfiora i 70 mila fan. Quella in ricordo di Borsellino e Falcone quasi mezzo milione. Decine i gruppi dedicati alla strage di via D’Amelio.
Chi li alimenta lo fa nel nome del giudice, riportando le sue frasi più celebri.
"La paura è normale che ci sia, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che ti impedisce di andare avanti" diceva Paolo Borsellino, come ricorda Marzia.

Allo scoccare della mezzanotte del 19 luglio di 17 anni dopo, un post riporta alla memoria le parole che Paolo Borsellino pronunciò il 20 giugno 1992 a Palermo per ricordare il collega Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, morti nella strage di Capaci il 23 maggio dello stesso anno. Parole che oggi rimbombano nelle coscienze di tutti.
"Sono morti per noi e abbiamo un grosso debito verso di loro; questo debito dobbiamo pagarlo gioiosamente continuando la loro opera, rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne, anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro, facendo il nostro dovere”.
E ancora: “La lotta alla mafia non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

E i giovani vogliono rispondere all’appello lanciato da Falcone e Borsellino. “Le loro idee camminano sulle nostre gambe” afferma Francesca.
“Non è vero che non ci sono più, sono più vivi che mai perché li portiamo dentro di noi con la nostra voglia di cambiare quello che non va” scrive Alexandra.
Molti sono ragazzi che nel ‘92, quando fu ucciso, non erano ancora al liceo. Eppure tutti ricordano dove fossero quel giorno. Le immagini di quella strage sono indelebili nella memoria di tutti.
“Me lo ricordo come fosse ieri. Ero in Sardegna a casa di mia nonna faceva un caldo bestiale ... mi sono addormentata e a un certo punto mi sono svegliata senza un apparente motivo. Ho acceso la tv e ... ho visto e sentito, ne sono rimasta sconvolta ... ero giovane ma già capivo che dopo la morte di Falcone sarebbe toccato a lui, ma non così presto” scrive Paola sulla bacheca del gruppo 19 luglio tutti in via d’Amelio per non dimenticare Paolo e la sua scorta. Un gruppo nato con l’intento di organizzare la manifestazione che il 18 luglio è partita da via D’Amelio per dirigersi al Castello Utveggio (ex sede del Sisde, da cui, secondo i parenti di Borsellino, sarebbe forse partito il segnale per uccidere il magistrato). Una marcia per protestare contro lo Stato che, secondo quanto afferma il fratello del giudice Salvatore Borsellino, “in 17 anni ha fatto davvero poco per scoprire i mandanti della strage di Via D’Amelio”.

Anche su Facebook sono moltissimi gli utenti che chiedono giustizia. “In questo giorno di ricordi e commemorazioni spero vivamente che quelle indagini mai concluse continuino e portino alla verità.. quella verità che in fondo tutti sanno ma che ha bisogno di nomi e fatti” afferma Simonetta sulla bacheca del gruppo Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli altri eroi.  Qualcuno fa riferimento al simbolo della vicenda giudiziaria sulla strage di via D’Amelio, quell’agenda rossa che non fu mai trovata . “Non si troverà mai l'agenda rossa di Paolo...rimarrà il solito segreto e delitto di Stato come tanti altri, vestiti di mafia o terrorismo” dice Santina.
E sono molti i post carichi di amarezza.
“L’Italia, purtroppo non è ancora pronta per dire la verità sulla vostra morte, forse tra un secolo si farà luce. La storia vi ha già dato ragione, ora tocca alla giustizia. Ciao Paolo, Grazie” è il commento di Fabio.

IL VIDEO DELL'ULTIMA INTERVISTA A PAOLO BORSELLINO




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