Il presente ed il futuro dello spazio: gli X-Prize

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Per andare nello spazio servono idee nuove e strategiche, non servono apparati governativi nè tantomeno la NASA. Ecco come e perchè il sogno di tornare tra le stelle è tutt'altro che finito

di Marcello Barisione

Per la prima volta dopo anni di esasperante lentezza il futuro dello spazio torna a correre e quasta volta non dobbiamo ringraziare governi o apparati militari. Se l'uomo torna nello spazio è merito di X-Prize che ha come obbiettivo proprio la Luna a 40 anni dallo storico allunaggio dell'Apollo XI. Il bando di gara di Google Lunar X PRIZE, parla proprio di una corsa robotica alla Luna con una ricca borsa di 30 milioni di dollari in premi. Aziende private di tutto il mondo concorreranno per far atterrare sulla Luna una navicella-robot (rover) finanziata con mezzi privati, in grado di completare i diversi obiettivi della missione, tra cui esplorare la superficie lunare per almeno 500 metri e inviare video, immagini e dati sulla Terra. A questa nuova competizione partecipa anche un team tutto italiano con un progetto dal nome AMELIA che si propone di costruire e assemblare un robot capace di esplorare il suolo lunare.

Sono passati esattamente 40 anni dalla prima esplorazione della Luna. Dal 1972 nessun uomo è mai più tornato sul nostro satellite. Lo Space Shuttle, l’unica astronave funzionante e usata ha avuto una gestazione lunghissima ma è stata progettata negli anni 70. La International Space Station, attualmente ancora in allestimento, vive con 20 anni di ritardo progetti ormai vecchi ed è costata 100 milioni di dollari invece dei 15 previsti. Parlando di spazio sembra che ogni impresa futura richiederà somme ingenti, probabilmente avrà un modesto coinvolgimento pubblico ed è priva di reali necessità condivisibili dal pianeta. Un quadro piuttosto negativo ma, fortunatamente destinato a cambiare. Esiste l'obiettivo di creare di nuovo una corsa a livello allo spazio che stimoli e coinvolga persone di tutto il mondo e permetta di accelerare l'esplorazione dello spazio a beneficio di tutta l'umanità? Esistono organizzazioni non governative capaci di portare il progetto anche in ambito civile e non più solo militare? Esiste un ottimismo capace di pensare ad una nuova forma di esplorazione capace di adattarsi anche alle esigenze del marketing moderno? La risposta è univoca, ed è sorprendentemente si. Nulla di nuovo, in fondo lo era anche 90 anni fa…

Nel 1919 Raymond Orteig, un facoltoso albergatore francese, decise di offrire un premio di $ 25.000 a chi sarebbe riuscito a compiere la prima trasvolata senza scalo da New York a Parigi. Nel 1927, sorprendendo ogni aspettativa, Charles Lindbergh vinse il premio utilizzando un monoplano monomotore Ryan modificato chiamato Spirit of St. Louis.
L'impresa di Lindbergh, concepita come una sfida e vissuta al limite stesso della vita cambiò per sempre il modo di  concepire il volo e il mondo stesso da parte della gente. Il traffico aereo passeggeri negli Stati Uniti passò dai 5.782 passeggeri del 1926  a 173.405 in soli tre anni. Le domande di brevetto per diventare pilota aumentarono del 300% delle domande di brevetto per pilota, cosi come le richieste di licenza per aeronavi negli Stati Uniti in un solo anno.

Ispirandosi al premio Orteig, la  X-PRIZE Foundation costituita nel 1995 dal Dott. Peter Diamandis in seguito alla lettura del libro The Spirit of St. Louis di Charles Lindbergh, ha messo in palio nel 1996, con il motto Revolution through Competition (Rivoluzione attraverso la competizione), un premio da $ 10 milioni per il primo team finanziato con risorse private che riuscisse a costruire e a condurre un velivolo con tre passeggeri a 100 chilometri nello spazio e a ripetere l'impresa entro due settimane. Come fu chiamato più tardi, l'Ansari X PRIZE per i voli suborbitali spinse 26 team di sette nazioni a investire più di $ 100 milioni per aggiudicarsi il premio di $ 10 milioni. Il 4 ottobre 2004 l'Ansari X PRIZE fu assegnato al gruppo Mojave Aerospace Ventures, segnando l'inizio della rivoluzione del turismo spaziale, nonché una svolta radicale nel concetto di filantropia basata sulla competizione. Il prototipo della prima nave spaziale non militare si chiamava SpaceShipOne e riusci a compiere i due voli in orbita nel giro di due settimane senza nessun problema. Per la prima volta una astronave "civile" varcava la soglia dello spazio. A pochi mesi dalla vittoria venne annuncitata la Joint Venture tra il team vincitore e il gruppo Virgin di Richard Branson per la creazione ella prima compagnia di volo spaziale: la Virgin Galactic che conta di operare con 5 velivoli derivati dalla SpaceShipOne i primi voli turistici spaziali dal 2011. 

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