Roma, incubo stupratore seriale

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Una ventenne è stata aggredita all'Ardeatino da una persona armata di coltello e col passamontagna. "Ha 30 anni e un accento romano". Stesse modalità di uno stupro di qualche settimana fa

L'ha violentata nel garage di casa, mascherandosi il volto con un passamontagna, minacciandola con un coltello e usando del nastro adesivo per chiuderle la bocca. L'ha fatto tra le 2 e le 3 di notte a Tor Carbone, un quartiere borghese a Roma Sud. Uno stupro che sembra la copia di quello che è accaduto un mese fa alla Bufalotta, sempre nella capitale ma dall'altra parte della città. Anche allora il violentatore parlava italiano. Troppe analogie per non parlare di uno stupratore seriale.

Il modus operandi dello stupro della giornalista alla Bufalotta un mese fa e quello della studentessa universitaria due notti fa all'Ardeatino sembra infatti portare la stessa firma: entrambe aggredite dopo avere parcheggiato nel box auto, minacciate con un coltello da un uomo con un passamontagna e dall'accento romano, immobilizzate con lo scotch, messo anche sulla bocca per non farle urlare, e poi abusate. Nessuna delle due era stata picchiata o rapinata.

Ora oltre alla identica modalità ci sarebbe anche un altro particolare. Indiscrezioni sugli esami del Dna effettuati sui vestiti e sullo scotch col quale l'uomo ha legato le sue vittime, la ragazza violentata nel garage di casa e la giornalista aggredita un mese, fa coinciderebbe.

Al momento non esistono, però, conferme. La Questura, infatti smentisce le voci che parlano dello stesso Dna per i due casi.

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